Condannò Saddam, ora fugge

da Londra

Per il suo carattere forte, fu scelto per giudicarlo, sostituendo il primo giudice (Rizkar Mohamed al Amin, curdo come lui) ritenuto troppo disponibile nei confronti dell'imputato eccellente, ma ora il presidente della corte irachena che il 5 novembre 2006 ha condannato a morte l'ex dittatore Saddam Hussein, il curdo Rauf Rashid Abdel Rahman, 64 anni, ha paura e ha chiesto asilo politico per sé e la sua famiglia. La notizia, resa nota dalla tv del Qatar Al Jazeera, fa sapere che Rahman era in Gran Bretagna con un visto turistico dalla metà di dicembre scorso - due settimane prima dell'impiccagione di Saddam - ma oggi ha chiesto l'asilo politico. Per ovvie ragioni, il ministero dell'Interno britannico non ha confermato la notizia, che tuttavia sembra avere tutti i crismi della credibilità. Poche ore prima che si riuniscano oggi a Bagdad rappresentanti di Stati Uniti, Iran, Siria, Arabia Saudita e gli altri Paesi del Consiglio di Sicurezza Onu (Russia, Cina, Gran Bretagna e Francia), proprio per verificare l'efficacia delle iniziative e strategie tese a riportare stabilità nel Paese e bloccare le infinite violenze quotidiane, la notizia della richiesta di asilo politico di Rahman sembra un segnale poco confortante. Dei cosiddetti «insorti» che combattono contro le truppe multinazionali, una parte consistente appartiene alle file di ex seguaci del dittatore giustiziato e del suo regime. E, anche se nessuno lo ha reso noto, è probabile che abbiamo inviato messaggi diretti o indiretti al presidente del tribunale che sancì la morte del loro idolo.