Condanna a 9 anni e 9 mesi per l’ex Prima Linea Sandalo

Sandalo-Severini era stato arrestato in aprile: la Digos, che già indagava su di lui per alcuni attentati anti-Islam, lo aveva fermato in flagrante mentre si preparava a piazzare un altro ordigno alla moschea di Segrate. Ieri, in aula, il detenuto non ha negato le proprie responsabilità, ha cercato di sostenere che si trattava unicamente di atti dimostrativi e ha cercato invano di impietosire il giudice denunciando la scarsa popolarità di cui gode in carcere: «Ho già contratto tre virus perché i cucinieri musulmani mi mettono lo sterco di topo nel rancio».
Al fanatismo anti-islamico Sandalo è arrivato al termine di un percorso ideologico decisamente tortuoso. Dopo la militanza in Lotta Continua e in Prima Linea e la scelta di collaborare con lo Stato, Sandalo è approdato prima al mondo leghista - venne espulso dalla Guardia nazionale padana con l’accusa di essere un «infiltrato» - e poi ai circoli della destra ultracattolica. Da ultimo si era avvicinato al sito «Lisistrata». Ma contemporaneamente era entrato in contatto con l’organizzazione Stop Islam fondata dal piacentino Maurizio Peruzzi: e proprio insieme a Peruzzi, condannato ieri a quattro anni di carcere, Sandalo sarebbe passato alle maniere forti contro i punti di aggregazione islamici.
Il primo degli attentati attribuiti in fase di indagini alla coppia è quello del 20 agosto 2006 quando fu fatto saltare il ristorante arabo «Fondaco dei mori» in via Solferino a Milano. Con la sigla «Lega Antislamica» vengono successivamente rivendicati attentati contro la sede milanese dell’Islamic Relief, e - per ben tre volte - il centro islamico di via Quaranta. Atti che Sandalo-Severini ha spiegato con la necessità di contrastare «l’invasione degli islamici in Italia».
LF