Condanna in arrivo per il gesuita Sobrino, teologo della liberazione

Fra pochi giorni dal Vaticano l'ufficializzazione della condanna per lo storico esponente della "Teologia della liberazione" in Centro America. La punizione
si concretizzerebbe nel divieto di insegnare in istituti ecclesiali o di
pubblicare libri con il "nihil obstat"

Città del Vaticano - Il prossimo 15 marzo il Vaticano pubblicherà la notificazione di una condanna pubblica per il teologo gesuita Jon Sobrino, storico esponente della Teologia della liberazione in Centro America, e in particolare in quel Salvador che fu terra di martirio dell'arcivescovo Oscar Arnulfo Romero assassinato sull'altare nel 1980. La notizia viene confermata dalla Curia generale della Compagnia di Gesù. Il padre generale della Compagna Peter Hans Kolvenbach, era a conoscenza - confermano dalla curia - del procedimento che riguarda il teologo gesuita, processo per altro aperto già da alcuni anni. (Gli undici teologi puniti per le loro opere dal 1965).

La notizia era dunque nota ai vertici della Compagnia di Gesù e avrà un'eco forte in ragione del prossimo viaggio che il Pontefice compirà in Brasile nel mese di maggio. Sobrino è infatti un teologo di origine spagnola e basca che ha operato e vissuto in Salvador, e la sua voce è stata fra le più ascoltate della teologia della liberazione in tutta l'area latinoamericana. Da parte della Compagnia ei Gesù si sottolinea come il Papa abbia chiesto nel corso di incontri pubblici ai gesuiti di rimanere nel solco del magistero del Pontefice; quindi si osserva che forse la posizione di Sobrino è particolare per il modo in cui il teologo esprime certe posizioni teologiche; in sostanza, fanno notare, la sua drammatica esperienza in Salvador, che lo ha portato a schierarsi al fianco dei poveri e ad essere a un soffio dalla morte, sono fatti che hanno influito sul suo modo di esporre determinate idee. Infine si attende di conoscere esattamente i contenuti della notificazione da parte della Congregazione della dottrina della fede guidata dal cardinale William Levada.

Secondo indiscrezioni apparse sulla stampa spagnola, tuttavia, sotto il profilo teologico l'accusa del Vaticano a Sobrino è quella di non affermare apertamente la coscienza divina del Gesù storico. In pratica di dare più rilievo all'umanità di Cristo che alla sua dimensione divina. Di conseguenza la punizione verso il gesuita si concretizzerebbe nel divieto di insegnare in istituti ecclesiali o di pubblicare libri con il "nihil obstat" delle autorità ecclesiastiche, in pratica la riduzione al silenzio. Certamente la vicenda della punizione di Sobrino a due mesi dal primo viaggio extraeuropeo del Papa che avverrà proprio in America Latina, è destinata ad aprire un dibattito interno all'articolata realtà della chiesa latinoamericana dove la teologia della liberazione si è evoluta in altre forme come per esempio la teologia india o è rientrata nell'alveo del magistero concentrandosi però sulle sfide sociali che interessano il continente.