La condanna del Cav: ora punire i responsabili Maroni: "Sono criminali"

Berlusconi: "Gli incredibili livelli di violenza
raggiunti sono un segnale molto preoccupante per
la convivenza civile. E promette che i colpevoli verranno puniti. Solidarietà di Maroni alle forze dell'ordine

Ora giustizia. Dopo la condanna ferma, adesso bisogna punire i colpevoli. E' questa la posizione sia del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sia del ministro dell'Interno Roberto Maroni. "Gli incredibili livelli di violenza raggiunti - commenta il Cavaliere - sono un segnale molto preoccupante per la convivenza civile". Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano parla di "vioelnze inammissibili".

"Gli incredibili livelli di violenza raggiunti da un nutrito gruppo di facinorosi nella manifestazione di Roma rappresentano un segnale molto preoccupante per la convivenza civile", scrive il capo del governo in una nota diffusa da Palazzo Chigi, in cui sottolinea che "devono essere condannati da tutti senza remore". "I violenti - aggiunge il presidente del Consiglio - vanno individuati e puniti. Il nostro ringraziamento più sentito si rivolge in questo momento alle forze dell’ordine che si sono impegnate a fondo per difendere e garantire la sicurezza e la libertà dei cittadini. Soltanto il loro equilibrio e la loro prudenza sono riusciti ad evitare più gravi conseguenze".

Maroni esprime "piena solidarietà alle forze dell’ordine coinvolte nei violenti scontri di oggi a Roma e condanna con fermezza gli atti di inaccettabile violenza ad opera di criminali infiltrati tra i manifestanti" Il titolare del Viminale è rimasto in costante contatto con il prefetto e il questore di Roma: "Oggi nella Capitale hanno dovuto fronteggiare una situazione di ordine pubblico di inaudita violenza". E proprio il capo della Polizia Antonio Manganelli ha spiegato che Le forze di polizia, che erano in piazza per "garantire la libera espressione di un democratico dissenso", si sono trovate a fronteggiare "gruppi di teppisti criminali". Manganelli ha, poi, espresso "vicinanza e profonda solidarietà" agli uomini e alle donne in piazza.