La condanna del «Manifesto»

Dopo Tangentopoli è cambiato tutto. Un semplice avviso di garanzia diventa una vera e propria condanna. A discapito della presunzione d’innocenza, uno dei capisaldi del diritto italiano. E soprattutto a causa della mancata separazione delle funzioni e delle carriere tra pm e giudici. Ieri il Manifesto ha dato per scontato il processo per l’ex capo del Sismi Nicolò Pollari, chiesto dai pm milanesi che indagano sul rapimento dell’ex imam Abu Omar. «Prevedere» che il gip confermerà la richiesta di rinvio a giudizio è gioco facile. E lo sarà finché pm e gip giocheranno nella stessa squadra.