«Condanna scontata ma il Parlamento tace»

Preg. Direttore,
ogni azione per contrastare la crociata dei media è risultata sino ad ora del tutto vana. Nonostante ripetute interrogazioni parlamentari e nonostante le frequenti dichiarazioni e lettere, raramente sono riuscito a rendere pubbliche alcune logiche e documentabili obiezioni alla teoria copevolista che dall'inizio e con enfasi ha preso corpo. Il tutto grazie alle indiscrezioni e alla fuga di notizie nella fase istruttoria e alla cassa di risonanza che puntualmente ne veniva fornita. Mi auguro che almeno i giornali genovesi, in ossequio alla loro presenza territoriale, ma ancor più nel solco di una nobile tradizione di informazione libera e indipendente, vorranno far rilevare che per la prima volta di fronte ad una ipotesi di frode sportiva si contesta il reato di associazione per delinquere; che per la prima volta si ipotizza una combine legata al calcio scommesse per una partita il cui risultato non era quotato presso nessun allibratore; che per la prima volta si addensano sospetti infamanti su una squadra che nel corso di 42 partite di campionato ha dimostrato di essere superiore alle sue avversarie e in misura vistosa alla compagine che avrebbe dovuto corrompere.
A significare che la montatura viene da lontano è bene anche andarsi a rileggere dichiarazioni e scritti della settimana precedente l'incontro. Contro ogni previsione si dava per certa la vittoria del Torino a Treviso, ma si lasciavano cadere insinuazioni e dubbi sulla vittoria del Genoa sul Venezia. Ma di tutto questo non si riesce a parlare dando per scontata la condanna del Genoa.
Senatore di Forza Italia