La condanna di StrasburgoLo Stato ha gestito malel'emergenza rifiuti a Napoli

La Corte di Strasburgo condanna lo Stato italiano, incapace di gestire la crisi dei rifiuti di Napoli. La replica: "Da aspettarselo, ma ora la situazione è del tutto diversa"

Lo Stato italiano non è stato in grado di gestire in maniera efficace la crisi legata ai rifiuti di Napoli. A dare il giudizio è la Corte dei Diritti dell'uomo di Strasburgo sulla base di un ricorso presentato da 18 cittadini di Somma Vesuviana. La Corte ha riconosciuto oggi la violazione del diritto alla salvaguardia della vita privata e familiare, ovvero che lo Stato non può obbligare i cittadini a vivere in mezzo ai rifiuti, non dando invece ragione al ricorso sul punto relativo al danno per la salute.

Secondo i giudici, che basano la propria riflessione su una serie di studi scientifici, la vita e la salute delle persone non sarebbero state messe in pericolo dall'emergenza rifiuti. Difficile anche stabilire se esista un legame tra l'aumento di casi di cancro e la gestione dei rifiuti campani. La Corte non ha accordato neppure l’indennizzo di 15mila euro per danni morali richiesto dai ricorrenti, ritenendo sufficiente come riparazione la constatazione della violazione del loro diritto alla vita privata e familiare. I giudici hanno statuito anche che lo Stato dovrà versare 2.500 euro a Errico di Lorenzo, avvocato che rappresentava il gruppo di cittadini, come risarcimento per le spese legali sostenute. La richiesta del legale superava i 20 mila euro.

Ermete Realacci, responsabile green economy del Pd, ha commentato la decisione come "purtroppo comprensibile. Del resto è impossibile far capire all’estero quello che è accaduto in Campania e in altre parti d’Italia sul fronte dell’emergenza rifiuti". Ha poi aggiunto: "C’è uno 'spread' di civiltà e di efficacia delle politiche pubbliche che pesa sul nostro paese e va colmato una volta per tutte".

Preoccupata la reazione di Luigi Cesaro, presidente della Provincia di Napoli, secondo il quale "la condanna della Corte dei diritti dell’uomo di Strasburgo arriva in un brutto momento. Non vorrei che l’Unione Europea che deve decidere sulla procedura d’infrazione fosse condizionata da questo provvedimento che risponde a tempi e logiche di giudizio completamente diversi, trattando l’analisi di un periodo che va dal 1994 al 2009". "Da quei tempi le cose sono notevolmente cambiate", sottolinea Cesaro, "si stanno facendo passi avanti concreti per dare all’area metropolitana di Napoli ed a tutta la Campania un piano di gestione".