Condannata «Lady Asl» Regione e Codacons otterranno risarcimenti

Otto anni di reclusione per Anna Giuseppina Iannuzzi. È la condanna inflitta dal gup di Roma Adele Rando a conclusione del giudizio abbreviato che vedeva l’imprenditrice sanitaria, conosciuta come «Lady Asl», imputata nell’ambito della maxi-inchiesta sulla sanità del Lazio di cui la donna è stata, tra l’altro, la principale accusatrice. Il gup ha inoltre condannato il marito della Iannuzzi, Andrea Cappelli (6 anni), il commercialista Roberto Tondi (4 anni) e il funzionario dell’Asl Rm/B Mauro Passi (3 anni e otto mesi). Iannuzzi e Cappelli sono stati interdetti in perpetuo dai pubblici uffici, mentre gli altri condannati interdetti per cinque anni. Quattro anni è stata invece la pena patteggiata da Cosimo Speziale, già direttore generale dell’Asl Rm/B. Associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, al falso, al peculato e alla truffa erano le accuse contestate dai magistrati capitolini che da tempo indagano sulle tangenti che sarebbero state pagate da «Lady Asl» per ottenere le autorizzazioni ad accreditare le sue strutture sanitarie private, e anche relativamente alla tranche d'inchiesta sui falsi corsi di formazione professionali finanziati dalla Regione Lazio con i fondi Ue. Il gup ha disposto anche che i condannati risarciscano la Regione Lazio per 48mila euro, l’Asl Rm/C per 49mila, l'Asl Rm/B per 41 mila e il Codacons per 10mila euro. Respinte le richieste di provvisionale immediatamente esecutive.