Condannato a dormire in stazione La polizia non lo trova: assolto

Riassunto delle ultimissime puntate. Martedì scorso alcune centinaia di euro in contanti, incasso dell’Elisir d’amore di Donizetti, in scena al Carlo Felice, sono stati pignorati dagli ufficiali giudiziari per pagare una provvisionale all’ex sovrintendente Gennaro Di Benedetto, che ha vinto una causa intentata al teatro, condannato a pagargli una prima trance di 100mila euro per il mancato rispetto del contratto, in seguito alla scelta del commissariamento, che l’ha estromesso da un momento all’altro. Per la cronaca, la provvisionale immediata di 100mila euro è un quarto della cifra totale riconosciuta a Di Benedetto. E il pignoramento, fra l’altro, rischia di essere solo il primo di una lunga serie. Pignoramento magari spiacevole, che però, dal punto di vista giuridico, non sembrerebbe fare una grinza.
Vedete, spesso coloro che chiedono soldi alle aziende tramite ufficiali giudiziari sono solo approfittatori che, in qualche modo, ci provano. Stavolta, invece, si tratta di un sovrintendente che stava lavorando bene, che aveva ottenuto risultati, che aveva avuto il gran merito di mettersi contro i sindacati che bloccavano il teatro (anche grazie a un ottimo direttore del personale come Massimo Demuru, capace di trattare le vicende con durezza, ma anche con umanità totale e, soprattutto, in un covo di veleni e tradimenti come il Carlo Felice, sempre fedele al sovrintendente che l’aveva chiamato), che aveva rinnovato il proprio contratto fino al 2010 e che si è visto sfrattare in malo modo nel 2008, con l’incredibile decisione del commissariamento, voluto da Marta Vincenzi.
Ora, a parte il fatto che non risulta che coloro che sono venuti dopo Di Benedetto abbiano fatto meglio di lui, occorre anche dire che la condanna del Carlo Felice è stata anche abbastanza mite, visto che il credito avrebbe potuto anche essere rafforzato da una sentenza per danni esistenziali, professionali, vari ed eventuali, che invece - fortunatamente per le casse del teatro - sono stati evitati da un pronunciamento soft.
Non contenta della sentenza soft e della richiesta del rispetto della stessa da parte di Di Benedetto, giovedì sera Marta Vincenzi ha vergato un comunicato durissimo, in qualità di presidente della Fondazione (...)