Condannato. Ma il giudice è consulente del rivale

È consulente giuridico a libro paga del presidente della Regione Calabria Agazio Loiero. Eppure come giudice della Corte dei conti ha condannato il più accreditato avversario del politico Pd alla vigilia della sua candidatura ufficiale per fatti che risalgono al 2003.
La notizia della condanna del sindaco Pdl di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti, per un presunto danno erariale da oltre 1,3 milioni nell’acquisto di un immobile nel 2003 (l’ex fabbrica Italcitrus destinata a diventare un centro di produzione televisiva Rai) è arrivata lunedì sera. Il Comune l’aveva valutata e comprata per 2,5 milioni, ma secondo un perito del Tribunale di Reggio l’immobile ne vale solo 1,14. Da qui il danno e la condanna. La sentenza è stata firmata dal giudice calabrese Angelo Buscema: lo stesso magistrato contabile che da quattro anni e mezzo si fregia di essere uno dei consulenti giuridici del governatore calabrese Loiero e che, per questo incarico, incassa ogni anno un compenso lordo pari a 86.976 euro grazie alla delibera 566 del 13 giugno 2005, con contratto biennale confermato poi fino alla scadenza naturale della legislatura, come pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Calabria del 3 aprile 2006 e come risulta dal sito internet della Regione.
Può un magistrato a libro paga del governatore di centrosinistra pronunciarsi contro il più temibile avversario del suo «datore di lavoro»? È possibile che il suo palese conflitto d’interessi non abbia interferito nella decisione e non abbia influenzato la sua stessa serenità di giudizio? Secondo i legali di Scopelliti, condannato insieme a un tecnico del Comune a pagare quasi 700mila euro a testa, certamente sì: «Siamo sbalorditi dalla sentenza - è stato il commento del difensore del Comune, Mario De Tommasi - avevamo chiesto l’audizione di due ex direttori generali della Rai che avevano sottoscritto il protocollo d’intesa. E soprattutto ci attendevamo che la Corte dei conti nominasse un proprio perito per fare una valutazione e non si affidasse ad una consulenza fatta in un altro contesto». Peraltro, un po’ a sorpresa, tutti gli assessori comunali dell’epoca che avevano sottoscritto il presunto spreco di denaro pubblico sono stati assolti perché «non erano dotati di professionalità tecniche e non avevano a disposizione elementi idonei a consentire una diversa valutazione della situazione».
Ma gli interrogativi sul doppio ruolo di Buscema non si fermano qui. Cosa accadrebbe se il consigliere della Corte dei conti dovesse giudicare Loiero, i suoi assessori o magari dirigenti o funzionari della Regione Calabria? Ipotesi non poco plausibile, visto che l’amministrazione Loiero è ormai logora, è finita più volte nel mirino della magistratura e diversi consiglieri di maggioranza sono indagati a vario titolo. Tanto che il «purista» Idv Antonio Di Pietro, istigato dall’ex pm di Catanzaro Luigi De Magistris che indagò Loiero nel caso Why Not (il governatore, rinviato a giudizio, ha chiesto il rito abbreviato) ha già scaricato Agazio e il Pd, ben prima delle Idi di marzo.
Uno scenario politico che ha aperto un’autostrada davanti a Scopelliti, dato ben oltre il 50% e che solo due anni fa aveva letteralmente stracciato il suo antagonista Pd Lamberti Castronovo al Comune con il 70,1%. Non è un caso che già da mesi sono partiti i soliti boatos conditi da fantomatici dossier al vetriolo e che qualche «nemico» abbia sussurrato ai giornali l’ipotesi che Berlusconi voglia sostituirlo con l’ex medico di mamma Rosa, Bernardo Misaggi. Voci, sospetti e veleni. Il Pdl calabrese ha già detto «no, vogliamo il cambiamento promesso dal 40enne ex An». L’annuncio su Scopelliti arriverà, si dice, quando il premier sarà in riva allo Stretto il prossimo 4 dicembre.
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