Condannato l’autista di Bin Laden

Washington. Dopo due settimane di processo, il tribunale di Guantanamo ha pronunciato la sua prima condanna, giudicando colpevole di sostegno al terrorismo Salim Ahmed Hamdan, 38 anni, yemenita, fedele autista e guardia del corpo del leader di Al Qaida, Osama Bin Laden. La corte militare composta da sei giurati scelti dal Pentagono lo ha però prosciolto dall’accusa di «complotto». L’uomo fu arrestato in Afghanistan nel novembre del 2001. Ha sempre sostenuto d’essere un umile autista, che faceva questo lavoro «per avere qualcosa da mangiare». Lo pagavano 200 dollari al mese. Secondo le accuse, formulate dal Pentagono subito dopo la cattura, Hamdan, quando fu fermato, prima di essere trasferito a Guantanamo, fu imprigionato nelle basi militari di Bagram e Panshir dove, secondo i suoi difensori, fu sottoposto a sevizie e tenuto in isolamento totale.