Condannato a sei anni, romeno clandestino passa in cella due giorni

Il 24 novembre 2007 gli agenti della Polaria di Treviso bloccano in aeroporto, poco prima che riesca a imbarcarsi su un volo diretto a Shannon, in Irlanda, Jon Luchiean, un pregiudicato romeno di 27 anni. Erano anni ormai che l’immigrato irregolare circolava indisturbato per la trevigiana, nonostante sul suo capo pendesse una condanna definitiva di sette anni di reclusione; condanna comminatagli per sequestro di persona e violenza sessuale. Per il giovane romeno, che era sempre rimasto nella zona del Veronese, tutto era filato liscio fino a quella sera. A convincerlo a partire era stata la stretta sulla comunità romena da parte della Polizia dopo gli episodi di violenza di Roma, che erano costati la vita a una donna italiana di 47 anni, Giovanna Reggiani. Forse il suo era solo un allontanamento momentaneo in attesa che le acque si calmassero. La scelta dello scalo, dell’ora e del giorno della partenza infatti non sarebbero stati casuali. Jon Luchiean credeva che sarebbe stato facile passare inosservato prendendo quell’ultimo volo la domenica sera da Treviso. Pensava che i controlli sarebbero stati meno pressanti: sono da poco passate le 21 quando il romeno si presenta con un connazionale dagli agenti per il controllo del passaporto. Qualcosa non convince i poliziotti che decidono di fare un controllo più approfondito. I primi accertamenti sono positivi: il documento è falso. Scatta un’ulteriore verifica e questa volta salta fuori la verità. I fatti risalivano al 2003. È il 9 ottobre quando nei pressi dei mercati generali di Verona una giovane viene violentata da tre uomini. Gli stupratori vengono arrestati il giorno seguente, tra di loro c’è Luchiean. Ma i tre rimangono in carcere appena due giorni: il 12 il gip firma l’ordinanza di scarcerazione perché non ritiene ci siano requisiti per la custodia cautelare in carcere. Da quel momento dei tre violentatori non si saprà più nulla. Rimangono latitanti anche quando, l’8 novembre 2005, viene emessa la condanna a sei anni e 11 mesi e 28 giorni di reclusione.