Condoleezza e Ségolène: le donne di potere di Gattinoni

Premiata in Campidoglio la romana doc Frida Giannini, direttore creativo del marchio Gucci

«Ho già portato in passerelle grandi donne del passato, oggi celebro quelle dei nostri giorni arrivate ai vertici del potere». Guillermo Mariotto fa il verso ad Andy Warhol e sulle sontuose gonne nere della collezione disegnata per Gattinoni dipinge le foto di 4 protagoniste della scena internazionale. Per la Francia c’è Ségolène Royal, prima donna in corsa per l’Esileo. Per gli Usa sono in 2: la Diplomatica, Condoleezza Rice, che ha la scritta «war» dietro le spalle e sul bustier quella «peace» e la Candidata, Hillary Clinton, che scala la Casa Bianca con i suoi artigli d’acciaio ed è interpretata dalla modella Vanessa Hassler con unghie d’argento. Infine, la Sovrana per eccellenza, Elisabetta d'Inghilterra. E per l’Italia? « Nel nostro Paese - spiega lo stilista - non c’è una donna ad un livello così alto. Ho puntato su una figura misteriosa». È l’unica a non avere la gonna, ma ampi pantaloni gonfi su cui spicca un volto dagli occhiali scuri, striato dal tricolore. Sopra, non i seducenti bustini delle altre, ma un giacchino gessato con cravatta e in testa una scoppola inquietante, che evoca la mafia delle «picciotte» già presentate da Marella Ferrera. Per affermarsi, in Italia, bisogna essere mascoline e magari rappresentare un contropotere, più che le istituzioni? Mariotto lascia ad ognuno la sua interpretazione.
La terza giornata di AltaRoma inizia in Campidoglio, dove il vicesindaco Mariapia Garavaglia premia il direttore creativo di Gucci, Frida Giannini. Romana doc, 30 anni, lei dichiara: «Ho la mia città nel dna». All’Auditorium, Alessandro Consiglio presenta il tailleur in 14 versioni, compreso quello militare con bomba a mano sulla cintura. Ed è il momento di Gattinoni: una serie di donne agguerrite che cercano il successo anche attraverso l’abito, da intellettuali o sportive, giornaliste (tutte griffate), mogli o amanti, ricche (con sciarpa di dollari di chiffon), vipere o sante. Linee anni ’60, citazioni orientali, geometrie spaziali con tanto argento, bianco-nero, strisce, macro-paillettes per la sera, corpetti ricamati in rafia, sfumature oro, verde, viola. Infine, il peplo bianco di un potere diverso dall’altro, quello della Madonna.
Non è schiava dell’era tecnologica, ma la reinterpreta romanticamente la cyber-donna di Susanna Liso per Le Tartarughe. Linee dei ribelli anni ’70 per salopette con inserti di rose gobelin, divertenti shorts- palloncino, abiti-grembiule grigi che giocano con righe e quadri, macropaillettes per mise da sera tridimensionali. Nello scenario creato dal regista Rossano Giuppa, gli accessori sono fili elettrici, i-pod, auricolari e cellulari trasformati in collane, orecchini, bracciali e i meccanismi hi-fi diventano metalliche borse-gioiello. L’universo tecnologico, scomposto e reinventato, si declina al femminile con originalità.
Gianni Calignano punta su shorts scintillanti di Swarovski, gonne ampie con intarsi di pizzo nero e un abito silver di fili d’acciaio. Il punk in versione chic è il tema dell’irriverente collezione di Stretch Couture. Donne androidi quelle di LeM, marchio di Luca Oddi e Maela Gabarra. Dalla Russia arriva la stilista Yulia Yanina che s’ispira alle star del cinema: vestiti-cappotto, gonne a palloncino, intarsi di pelliccia e ricami per la sera. Per Kid’s for Kid’s sfila la grande ginnasta Vanessa Ferrari e Claudia Gerini è madrina dell’evento di beneficenza di marchi infantili come Baby Dior, Icerberg, Trussardi, Monnalisa, Cavalli, Tommy Hilfinger, Lacoste, Harmont & Blaine. Chiude la giornata l’omaggio al pioniere del total look Walter Albini, con 30 abiti esposti al Tempio di Adriano.