Condono È polemica fra Fisco e Corte dei Conti

L’Agenzia delle Entrate replica alla Corte dei Conti - che aveva bocciato il condono varato dal governo Berlusconi nel 2003-2004 sottolineando come dai 26 miliardi di gettito dovuto manchino all’appello 5,2 miliardi, mai versati neppure dopo l’iscrizione a ruolo e l’emissione delle cartelle esattoriali - spiegando che il recupero è già in corso. «Tutte le attività per recuperare i 5,2 miliardi condonati e non versati spontaneamente dai contribuenti che hanno aderito ai condoni del 2002-2003 sono già state poste in essere», spiega l’Agenzia, precisando «che tutti i ruoli sono stati consegnati a Equitalia, che a sua volta ha già provveduto a notificare ai contribuenti interessati le relative cartelle di pagamento». «La procedura di riscossione è pertanto pienamente in corso - conclude la nota - l’Agenzia informerà periodicamente la Corte dei Conti sugli esiti delle attività poste in essere da Equitalia». Viene meno così il motivo per cui, nella sua relazione su condoni, concordato e sanatorie fiscali, la Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato aveva osservato che «il successo quantitativo del condono, pur notevole, appare ridimensionato». E i magistrati contabili avevano preannunciato «una specifica attività di monitoraggio e controllo» sulle iniziative dell’Agenzia delle Entrate e di Equitalia per il recupero delle somme dovute. Tuttavia la crescita «elevata» delle entrate dopo il condono dimostra che «le misure di contrasto, contestualmente e successivamente adottate sul piano legislativo ed amministrativo, sono state idonee ad evitare una caduta del gettito fiscale nel medio e lungo termine», conclude la stessa Corte dei Conti.