Condottiero Ballotta: «Dura, ci proveremo»

Inter-Lazio è sfida-amarcord, match nel quale s’intrecciano un passato doloroso per i nerazzurri (ricordate Podborsky che, al passo d’addio, annichilì i milanesi?) e un presente fatto di ex: Mancini, Stankovic, Cesar, Jimenez e Crespo da una parte, Ballotta, Berni e Pandev dall’altra. E pare essere molto più d’una semplice sfida da 90 minuti perché propone, una di fronte all’altra, due formazioni con tifoserie gemellate nonostante lo sgarbo dell’arcinoto 5 maggio. Il che rappresenta una sorta di antitesi delle abitudini del nostro football, dato che generalmente basta molto meno per scatenare scene d’ira sugli spalti. Ne è derivata una vigilia senza pathos, apparentemente incastonata fra un pronostico certo (1 fisso) e condizioni psicologiche diametralmente opposte, pure se Mancini ha giurato che i suoi «sono un po’ stanchi».
Lo «stratega Mancio» finge di non sapere che i laziali giocheranno in formazione largamente rimaneggiata, né che Delio Rossi è stato costretto a fare i salti mortali per sostituire due squalificati (Mudingayi e Mutarelli) oltre agli otto assenti per infortunio Diakite, Del Nero, Mauri, Siviglia, Pandev, Zauri, Firmani e Kolarov. La formazione appare scontata, a meno che il tecnico di Rimini non voglia affidarsi ai ragazzi della Primavera: Ballotta, Scaloni, Stendardo, Cribari, Behrami, Firmani, Ledesma, Manfredini, Meghni, Rocchi e Makinwa, questi i protagonisti che scenderanno in campo alle 15.
Ieri a Formello ha parlato il solito Marco Ballotta (che fa le veci del silenzioso Rossi), al quale è spettato il compito d’affermare che la Lazio non si trasferisce a Milano per essere presa a pallonate: «Non partiremmo neanche in quel caso, anche se siamo consapevoli che giochiamo con la prima della classe. Però andiamo a giocarcela, questa partita!». «Anche se - ha poi aggiunto - dovremo fare una gara perfetta pur mancando di molti titolari. Dovremo non sbagliare una virgola». Poi, il tecnico emiliano ha puntato il dito sulla condizione fisica: «Siamo in crescita e cerchiamo di arrivare alla sosta nel modo migliore, moralmente siamo diversi dopo Brema». Come a dire che lo stato mentale potrebbe regalare maggiori impeti ai corsari di Formello. Se è vero che Davide ha battuto Golia, allora tutto diventa possibile.