Confagricoltura dice basta alla burocrazia

nostro inviato a Taormina

«Abbiamo consolidato un'alleanza importante con il mondo dell'industria e della grande distribuzione». Il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni, è visibilmente soddisfatto alla conclusione del Forum di Taormina «Futuro fertile» nel corso del quale si sono alternati non solo importanti protagonisti della finanza e della politica italiana, ma soprattutto i tre principali candidati premier. In ordine di apparizione: Walter Veltroni, Pier Ferdinando Casini e Silvio Berlusconi.
Per Vecchioni ciò che più conta è il raggiungimento di un importante obiettivo: «spiegare i nodi da sciogliere del nostro mondo alla politica». Per questo motivo Confagricoltura «vigilerà dopo il 14 aprile per capire se i messaggi lanciati saranno recepiti», poiché «troppe volte l'agricoltura è stata una materia da delegare».
Di qui la singolare richiesta rivolta ieri a Berlusconi: «il ministero rimanga alla presidenza del Consiglio e lo tenga ad interim». Il Cavaliere ha accolto l'invito con un sorriso e ha riconosciuto la validità dell'interlocutore. «Stavo pensando che lei è proprio bravo; sarebbe un buon politico», ha detto.
La tre giorni di Taormina ha sottoposto alla classe politica una serie di emergenze. In primo luogo, è stata reclamata una forte presenza italiana non solo in seno all'Unione Europea, ma anche nel Wto. «In alcuni Paesi di agricoltura parlano i capi di Stato e di governo. Di mozzarella ha parlato Sarkozy e non Barnier», ha affermato Vecchioni. In secondo luogo, c'è il problema degli Ogm, ostracizzati da un ambientalismo radicale ma utilizzati nei principali Paesi sviluppati. Ultimi ma non meno importanti: la stabilizzazione degli incentivi fiscale, l'alleggerimento degli adempimenti burocratici «per i quali gli agricoltori ogni anno perdono 110 giorni di lavoro» e l'adozione di misure che consentano di non incidere con l'aumento dei costi delle materie prime sul potere d'acquisto delle famiglie.
L'attività sindacale di Confagricoltura si è sviluppata in una nuova direzione che il presidente ha definito «progettuale». Ampliata la rete di partnership che si aggiunge al lobbismo tradizionale.
Tra i molteplici accordi stipulati da Confagricoltura e presentati a Taormina uno dei più rilevanti è il protocollo d'intesa siglato con Edison per l'individuazione di filiere agricole, prevalentemente nazionali, per l'alimentazione di impianti alimentati a biomassa. «Sarà effettuata una mappatura precisa delle aree agricole marginali - ha spiegato il presidente Edison Umberto Quadrino - per la realizzazione di 500 iniziative, una ventina tra i 30 e i 50 megawatt e le restante di potenza inferiore a 3 megawatt. L'obiettivo è portare al 17% la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili in Italia entro il 2020».