Confalonieri smonta il "teorema Marcegaglia"

Il presidente Mediaset: "Feltri dice la verità. Non l’ho fermato io, non c’era alcun dossier".
Sallusti: &quot;Temo sia in arrivo un’altra inchiesta contro il Giornale&quot;. <strong><a href="/interni/sentite_mie_telefonate_minacce_macche_rido/09-10-2010/articolo-id=479077-page=0-comments=1">Porro: &quot;Sentite le mie telefonate. Minacce? Macché, rido&quot;</a></strong> (<strong>ascolta <a href="/fotogallery/audio_telefonata_nicola_porro_e_rinaldo_arpisella/id=2429-foto=1-slideshow=0">L'AUDIO</a></strong>). Intercettazioni: la Spectre di Confindustria?<strong> <a href="/interni/la_spectre_confindustria_roba_pm/09-10-2010/articolo-id=478894-page=0-comments=1">Roba da pm</a></strong>

Roma - Testimone, persona informata dei fatti. Il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri potrebbe essere ascoltato in questa veste dai pm della procura di Napoli Vincenzo Piscitelli ed Henri John Woodcock che stanno indagando sulla presunta violenza privata su Emma Marcegaglia da parte del Giornale. Fu Confalonieri a essere contattato da una preoccupatissima presidentessa di Confindustria e a informarsi cautamente con Vittorio Feltri sulle intenzioni del Giornale di occuparsi del capo degli industriali. Feltri cadde dalle nuvole, come lui stesso ha raccontato nell’editoriale pubblicato ieri («non avevamo in cantiere neppure una breve sulla signora»), e Confalonieri chiuse la telefonata con la frase: «Meglio così». Versione completamente confermata già ieri con una nota dal presidente Mediaset: Feltri dice la verità, così andarono le cose.

Confalonieri diventa dunque «supertestimone» di Woodcock come si apprende nel day after, il giorno dopo la maxiperquisizione dei carabinieri nella sede del Giornale in via Negri e nelle abitazioni del direttore Alessandro Sallusti e del vicedirettore Nicola Porro. Giornata che ha visto la solidarietà continua del centrodestra agli indagati e la condanna totale di Repubblica nell’editoriale a firma di Giuseppe D’Avanzo, inchiestista di punta del foglio di largo Fochetti, molto avvezzo a carte e dossier e a «gettare fango» su gente che poi risulta innocente: i vertici di via Negri vengono definiti i «signori del dossier», quindi signori del male. E di Silvio Berlusconi scrive: «Vuole sicari pronti a sporcarsi le mani. Li sceglie». A Marcegaglia, attestati di stima e di vicinanza da molte sedi regionali confindustriali e dal comitato di presidenza: «Stiamo assistendo a un totale imbarbarimento della politica. Emma è una donna coraggiosa». Nel pomeriggio, la telefonata di «solidarietà» di Gianfranco Fini, come si apprende dal suo entourage di Montecitorio.

La verità di Confalonieri come testimone è dunque questa: «L’unica ricostruzione autentica dei fatti che mi riguardano è quella descritta da Vittorio Feltri». Ossia: telefonata al direttore dopo il contatto preoccupato della Marcegaglia, smentita sorpresa di Feltri, saluti cordiali, clic. Confalonieri ha rettificato una precedente dichiarazione che le agenzie avevano raccolto a margine di un convegno a Capri: «La versione di Feltri è verità. Anche quella di Marcegaglia», era stato riportato. Successivamente la precisazione: Feltri dice il giusto, punto. E Marcegaglia?

Secondo le dichiarazioni rese a Woodcock, la presidentessa aveva spiegato di aver contattato Confalonieri appena venuta a conoscenza di una presunta intenzione del Giornale di pubblicare un dossier su di lei secondo il racconto del suo portavoce, Rinaldo Arpisella. Il messaggio inviato ad Arpisella dal vicedirettore del Giornale Porro, ha spiegato lui stesso, era scherzoso, un «cazzeggio». Da viale dell’Astronomia Marcegaglia terrorizzata aveva però contattato subito il presidente Mediaset. Il racconto sembrerebbe corrispondere, ma alla fine, come risulta dai verbali della deposizione, Marcegaglia spiega a Woodcock: «Confalonieri mi disse di aver parlato con Feltri e che era tutto a posto, nel senso che Il Giornale avrebbe desistito». Desistere significa che Confalonieri avrebbe avuto un ruolo di artificiere, avrebbe cioè disinnescato un micidiale ordigno in fabbricazione, mentre, come ha spiegato Feltri, la telefonata sarebbe stata di tono diverso, dal momento che Il Giornale non aveva in cantiere neppure una didascalia non «contro», ma neppure «su» Emma Marcegaglia.

Altre novità giudiziarie potrebbero comunque arrivare presto per Il Giornale. Intervistato da Maurizio Belpietro, Sallusti ha precisato che una seconda indagine sarebbe in corso contro via Negri da parte di una procura «del nord», che starebbe tenendo sotto controllo alcune utenze telefoniche: «Temo ci sia un’altra inchiesta».
Marcegaglia non si è fatta vedere ieri all’assemblea degli industriali del Trentino a Rovereto, ma è comparsa con un messaggio video: «Non sono presunti atteggiamenti di vario tipo, che non so se ci sono e la magistratura accerterà - ha chiarito con una velata prudenza - che mi possono far cambiare atteggiamento».

Da Napoli la procura fa filtrare la lista dei possibili testimoni: due oltre a Confalonieri. Alla notizia che il nostro quotidiano oggi avrebbe pubblicato una grande inchiesta-dossier su Marcegaglia, il procuratore Giandomenico Lepore ha commentato allegro: «Non abbiamo trovato noi il dossier, ce lo consegnano loro». Chissà cosa penserà oggi Lepore alla lettura del Giornale.