Confalonieri: sui diritti tv del calcio si rispettino i diritti acquisiti

Mediaset è indifferente che i diritti tv del calcio vengano venduti in modo centralizzato o
meno purché però siano fatti salvi gli impegni acquisiti e pregressi, cioè i contratti già
stipulati con le squadre di calcio per i prossimi campionati

Milano - Per Mediaset "è indifferente" che i diritti tv del calcio vengano venduti in modo centralizzato o meno purchè però siano "fatti salvi gli impegni acquisiti e pregressi, cioè i contratti già stipulati con le squadre di calcio per i prossimi campionati". La società del Biscione però dice no al divieto di acquisire diritti tv multipiattaforma, come previsto dall'attuale legge sui diritti televisivi che dopo l'ok della Camera è all'esame di Palazzo Madama. È quanto ha detto il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri ascoltato stamani dalle Commissioni Cultura e Lavori pubblici di Palazzo Madama sul disegno di legge delega sui diritti tv del calcio.

"Per Mediaset è indifferente la modalità di gestione dei diritti che sarà varata, fatti comunque salvi gli impegni acquisiti e pregressi. Un indirizzo diverso - ha spiegato Fedele Confalonieri - sarebbe un'aberrazione giuridica oltre che un gravissimo danno per noi e il disastro economico per il sistema calcio". Infatti il Biscione ha già i diritti 2007-2008 e 2008-2009 per Milan, Juventus, Inter, Lazio, Roma, Messina, Livorno, Torino e, in caso di esercizio dell'opzione, anche per il 2009-2010 per Milan, Juventus, Inter, Lazio, Livorno, Messina, Roma. Il presidente di Mediaset dice senza ombra di dubbio che la vicenda di calciopoli "non c'entra nulla" con le modalità di vendita di diritti televisivi, ricordando che "la tv ha fatto bene al calcio portando risorse e visibilità. Prima dell'avvento del digitale terrestre il giro d'affari dei diritti della serie A ammontava a circa 400 milioni di euro. Mediaset ha investito circa 100 milioni sulle stagioni 2005-2006 e 2006-2007, incrementando del 25 per cento il giro d'affari che è destinato a crescere di un altro 25 per cento nel triennio successivo e tutto ciò sempre grazie agli investimenti di Mediaset".

Sul versante della pay tv la quota Mediaset "si aggira intorno al 10 per cento, mentre il resto è praticamente tutto del satellite e quindi di Sky. Sono dati - ha spiegato Confalonieri - da tenere bene in mente quando si pensa alle posizioni dominanti in questo settore e anche per questo motivo è artificiosa la commercializzazione dei diritti per singola piattaforma, come prevede la legge delega, perchè »non tiene conto del grado di concorrenza tra gli operatori all'interno delle singole piattaforme. Sul satellite c'è solo Sky, su internet c'è solo Telecom, mentre sul terreno di Mediaset, cioè il Dtt e la tv in chiaro ci sono tre fortissimi operatori concorrenti". In ogni caso Mediaset, ricorda infine Confalonieri, ha già provveduto a "cedere a condizioni di mercato parte dei diritti acquisiti alle altre piattaforme". Sulla durata dei contratti il numero uno di Mediaset ha auspicato che il ddl faccia riferimento agli standard europei, cioè ai tre anni.