Confcommercio: consumi in calo Sangalli: troppe tasse sui redditi

L'allarme: dopo la diminuzione registrata l'anno scorso, un’ulteriore frenata colpirà l'Italia quest'anno. I commercianti avvertono: &quot;Il risultato deludente della crescita acuirà la percezione di impoverimento delle famiglie&quot;. Il rischio inflazione per il 2008<br />

Roma - Cresce la pressione fiscale, i consumi sono al palo e i redditi stagnano. Questa la fotografia scattata da Confcommercio per il 2008. Dopo il calo già registrato nello scorso anno, i consumi scenderanno dello 0,3%, mentre il pil crescerà tra l’1,1 e l’1,3%. "In questo modo - spiegano i commercianti - aumenterà anche la sensazione di impoverimento delle famiglie".

Sangalli: "Tagliare spesa e tasse" Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, non usa mezze parole: "La crescita appare lentissima. Quello che ieri era urgente oggi è urgentissimo". I commercianti denunciano la stagnazione dei redditi aggravata da una pesante pressione fiscale. L’unica via per dare loro un nuovo slancio passa per tre nodi che devono essere sciolti contestualmente: continuare la strada della lotta all’evasione e all’elusione fiscale, tagliare la spesa e alleggerire la pressione fiscale. Questa, per Sangalli, è la strada maestra "per rilanciare i consumi fermi e la domanda interna che vale il 70% del Pil". "Solo così si può dare respiro alle famiglie e vivacizzare la domanda", continua Sangalli accusando l'attuale situazione politica di "rendere difficile il raggiungimento di questi obiettivi".

Le stime per il 2008 La crescita dei consumi sarà dell’1,2%, contro l’1,5% del 2007, un risultato "deludente che acuirà la percezione di impoverimento". Per carne e zucchero, è stimato un calo dello 0,5%. Più accentuato (-0,7%) per pane e cereali. Tra i prodotti che aumenteranno, quelli dei telefonini, servizi telefonici ed elettrodomestici. Secondo l’Ufficio studi, alla mancata crescita va ad affiancarsi un reddito che è "stagnante o decrescente per 20 anni". La crescita dell’inflazione (oltre il 2,5%) è al di sotto della media Ue. "La variazione prevista per il 2008 - spiega il rapporto sui consumi 2007 - si ferma al +2,3% ma potrebbe essere necessaria una pronta correzione nei primi mesi dell’anno per portarla anche oltre il 2,5%".