Confedilizia accusa: la polizia distolta da compiti istituzionali

Paolo Stefanato

da Milano

Un aspetto dell’indulto che nessuno, finora, aveva notato: impedisce l’esecuzione degli sfratti. Corrado Sforza Fogliani, presidente della Confedilizia, è stupefatto dal comunicato della presidenza del Consiglio emesso dopo la riunione del governo di venerdì. Che cosa dice? I prefetti saranno invitati a non eseguire gli sfratti perché le forze di polizia sono chiamate a svolgere attività riferite «alla criminalità estiva, agli esiti dell’indulto e alla sorveglianza di obiettivi sensibili». Anzi, Sforza Fogliani è furibondo: «Vuol dire che gli agenti sono impegnati a mettere dentro chi viene mandato fuori!»
Sottrarre la polizia a un compito istituzionale è grave
«È gravissimo - osserva il presidente della Confedilizia -. Ci metteranno nelle condizioni di ricorrere alle guardie giurate, visto che la funzione degli agenti è quella di assicurare l’incolumità degli ufficiali giudiziari. Poiché la forza pubblica esegue un ordine del giudice, in questo caso un organo dello Stato contraddice un altro organo dello Stato».
Il 3 agosto scadeva la precedente proroga degli sfratti. Quanti sono?
«Nessuno lo sa esattamente. Secondo i sindacati degli inquilini sono 30mila, io credo un po’ meno»
Ma che cos’è accaduto nel Consiglio di venerdì?
«Sono state presentate le bozze di due decreti legge, uno del ministro Di Pietro, Infrastrutture, l’altro del ministro Ferrero, Solidarietà sociale»
Ma la competenza in tema di sfratti di chi è?
«Tradizionalmente dei Lavori pubblici, oggi Infrastrutture. Dovrebbero, anzi, spiegare perché gli sfratti siano presentati come un problema di solidarietà sociale - e cioè un fatto che riguarda la comunità, lo Stato - quando invece vengono poi posti a carico di una sola categoria, che deve sopperire alle carenze dello Stato in termini di offerta di immobili da affittare»
Insomma, due bozze...
«Sì. Di Pietro proponeva una proroga di tre mesi, con una motivazione esplicita e una implicita. Quella esplicita: dare tempo ai Comuni di distribuire alle categorie disagiate gli aiuti messi a disposizione dal precedente governo. Quella implicita: in tre mesi non si fa in tempo a ottenere il giudizio di illegittimità costituzionale. La Suprema corte ancora nel 2004 aveva infatti avvertito che non avrebbe tollerato alcuna reiterazione del blocco degli sfratti»
E la proposta di Ferrero?
«Prevedeva il blocco degli sfratti per otto mesi, e quindi offriva il fianco all’impugnazione alla Consulta. Ma conteneva soprattutto una riforma surrettizia della legge delle locazioni varata dal governo D’Alema nel 1998; quest’ultima contempla la contrattazione libera e, in parallelo, una contrattazione collettiva tra le rappresentanze della proprietà e degli inquilini, che stabilisce canoni calmierati ai quali sono abbinate agevolazioni fiscali per il proprietario; per entrambi i tipi di contratto è poi previsto un abbattimento forfettario del 15% dall’imponibile Irpef, che non è altro se non un insufficiente riconoscimento delle spese di manutenzione e di amministrazione cui fa fronte il proprietario»
Perché ha parlato di riforma surrettizia?
«Perché il decreto prevedeva l’eliminazione dell’abbattimento per i contratti liberi, privilegiando, di fatto, il solo canale collettivo. Togliere quel 15% significa aggiungere una fiscalità stimabile tra i 500 e i mille euro all’anno per un appartamento medio»
Delle due proposte che ne è stato?
«Nulla. Non è stato approvato alcun decreto. C’è solo stato quell’invito ai prefetti... Ma ciò che mi ha lasciato allibito è il tono delle dichiarazioni di Ferrero, che appartiene a Rifondazione comunista. Ha detto: “Il problema non è dare contributi all’affitto, se si lascia inalterato il meccanismo della rendita che si è gonfiato a dismisura”. A parte il linguaggio veteromarxista, egli dimostra di non conoscere il mercato, perché la realtà è fatta di prezzi immobiliari crescenti e di redditività diminuita, con una tassazione che arriva al 50-60% del canone. La prova è che non c’è più nessuno che acquista per affittare».
Dunque, nessun decreto
«No. Ma, mi chiedo: questo non dovrebbe essere un governo liberalizzatore? E poi, un altro interrogativo: dov’era Ferrero quando, con la manovra bis, si estendeva l’obbligo dell’imposta di registro obbligatoria che grava anche sugli inquilini, e nel contempo si varavano tariffe agevolate per i fondi immobiliari, in omaggio ai poteri forti? Come ha votato Ferrero?»