Confedilizia: «Favorisce il rilancio delle locazioni»

da Milano

«Siamo favorevoli alle dichiarazioni del sottosegretario all’economia Luigi Casero sulla cedolare secca per gli affitti». Lo spiega Corrado Sforza Fogliani presidente di Confedilizia.
Non è la prima volta che si parla di tassazione separata per gli affitti. Anche il governo Prodi aveva lanciato la proposta che era rimasta però nel cassetto perché si temeva che un’aliquota secca al 20% avrebbe portato a una diminuzione del gettito. Lei cosa ne pensa?
«Credo che sia molto difficile poter fare un conto del genere. È infatti quasi impossibile valutare il valore delle quote non dichiarate degli affitti. Inoltre non siamo neppure sicuri a quanto potrà ammontare l’aliquota. Si parla del 20% ma potrebbe anche essere del 18% come in altri paesi europei».
Non crede che andrebbe detassata anche la registrazione del contratto d’affitto?
«Indubbiamente. Bisogna ripensare il sistema degli affitti. Se si fanno scendere le imposte e gli obblighi burocratici per i proprietari di casa si può rilanciare il mercato delle locazioni».
In che senso?
«Abbassando le tasse si avrebbe un ampliamento degli immobili messi in affitto perché molti proprietari potrebbero decidere di concedere i loro beni in locazione. Questo produrrebbe un benefico effetto sui canoni che potrebbero diminuire».
Anche il mercato immobiliare a livello di compravendite potrebbe risentirne positivamente?
«Certamente. Non c’è alcun dubbio infatti che oggi molti operatori stanno alla finestra attendendo i passi del governo. Nel caso in cui venga approvata la cedolare secca sugli affitti molti potrebbero acquistare per poi mettere a reddito. Quindi ci aspettiamo che il governo agisca in tempi brevi».
Sull’Ici qualcosa è stato fatto.
«Sì però noi vorremmo che venisse abolita sulla prima casa anche per gli immobili A1, A8 e A9 considerati di lusso perché i criteri non sono uguali per tutta Italia. Basta pensare che Piacenza ha più immobili di lusso rispetto a Venezia».
Non crede che l’abolizione dell’Ici sulla prima casa comporterà un aumento sulle seconde case?
«I comuni hanno già messo per questi immobili le aliquote ai massimi.
E noi come Confedilizia abbiamo vinto il ricorso al Tar che avrebbe portato al trasferimento del catasto ai comuni scongiurando così a breve il pericolo di un innalzamento degli estimi catastali che i comuni avrebbero certamente operato».