Confesercenti: "Evitare la spremitura del fisco"

Il presidente Venturi: bene Ici e riforme, bisogna "far cambiare marcia al paese", piccole e medie imprese
pronte &quot;a fare la loro parte&quot; ma le &quot;istituzioni escano dall’incertezza&quot;. &quot;Forze di polizia fuori da uffici e caserme e in strada&quot;. <a href="/a.pic1?ID=271687" target="_blank"><strong>Consumi: -2,3%</strong></a>

Roma - Bisogna "far cambiare marcia al paese", le piccole e medie imprese sono pronte "a fare la loro parte", serrando le file ma le "istituzioni devono uscire dall’incertezza" interrompendo "la cultura dei due tempi basata sull’anticipare gli oneri ed il differire gli onori". "Va fermata - dice il presidente della Confesercenti, Franco Venturi, nella sua relazione annuale - la spremitura fiscale e va data una decisa sforbiciata alla spesa, caratterizzata da errori e abusi che mettono in moto una dannosa spirale di aumento dei costi. Pretendiamo lealta".

"Bene l'Ici, sì al governo delle riforme" Per la Confesercenti, "non ci sono governi amici e governi nemici;appoggeremo sempre quelli che realizzeranno le riforme, in sintonia con le esigenze vere dei cittadini e delle imprese", ha aggiunto Venturi. E vanno "nella giusta direzione", sottolinea Venturi, "gli interventi sull’Ici e sugli straordinari, la semplificazione degli adempimenti e delle procedure, così come già in parte attuati dal nuovo Governo. Dopo anni di conflittualità c’è bisogno di recuperare un nuovo spirito di collaborazione e di reciproca fiducia tra Amministrazione e contribuenti".

I tagli di spesa devono essere "consistenti e rapidi, anche perché le casse delle imprese sono ormai vuote; margini per nuovi prelievi fiscali non ci sono più, nè per lo Stato, nè per le Regioni, nè per gli enti locali". "Le risorse necessarie - prosegue il presidente della Confesercenti - sono a portata di mano: basta avere il coraggio di affrontare abusi e cattive abitudini, a cominciare dagli sprechi e da una politica troppo costosa che invece di sentirsi delegata alla gestione della cosa pubblica, si sente troppo spesso padrona". Per Venturi un buon inizio c'è stato ed è rappresentato "dalla riduzione dei gruppi nei due rami del Parlamento, passati da 25 a 12, per merito degli elettori che vogliono aria nuova e capacità politica di mettere in campo ciò che realmente occorre al Paese".

Allarme ceti medi "Serve un progetto istituzionale organico e di alto profilo, in grado di coinvolgere tutti gli attori sociali e di mettere al centro del confronto il nostro futuro. Questo chiediamo al nuovo Esecutivo presieduto dall’onorevole Berlusconi ed al Parlamento". "Le difficoltà economiche, la minaccia delle nuove povertà che incalzano anche i ceti medi, gli sprechi di denaro pubblico, l’inefficienza della pubblica amministrazione, l’illegalità diffusa e le enormi quantità di disfunzioni, abusi ed ingiustizie sono le emergenze drammatiche che Governo, partiti, Istituzioni e noi stessi dobbiamo affrontare con fermezza e con rapidità" ha sottolineato il presidente della Confesercenti. "Questi sono i veri problemi che pesano su cittadini ed imprese. Abbiamo perso tempo, aperto feroci conflitti, scaricando tutte le responsabilità delle tensioni inflattive sui commercianti, salvo accorgerci che i problemi sono più grandi della nostra borsa della spesa".

Forze di polizia fuori dagli uffici e caserme, per riempire le strade e affermare l’immagine di Paese sicuro, chiede poi Venturi. L'occasione è "la nuova stagione turistica, per dare chiari messaggi di tranquillità a chi sceglie il nostro Paese come luogo dove passare le vacanze". Venturi chiede subito "due segnali concreti: superare quel tabù che impedisce un vero e forte coordinamento delle forze dell’ordine, a partire dalla unificazione delle centrali operative, per garantire sicurezza ai cittadini ed alle imprese".

Reati e clandestini "Se da una parte non si può far finta di non sapere che le famiglie e le imprese italiane hanno bisogno di manodopera che da noi non si trova più, dall’altra - afferma Venturi - non si può ignorare che un terzo dei reati è commesso dai clandestini e che tale livello sale al 70% nel Nord. Ma ciò che più ci indigna è l’amnistia di fatto, visto che il 92% dei reati rimane impunito e nel caso di quelli contro il patrimonio arriviamo al 96. Solo il rigore - avverte il presidente della Confesercenti - può impedire che si diffonda a macchia d’olio un clima xenofobo e di caccia al 'diverso' e può favorire una convinta accoglienza ed un' adeguata politica di integrazione dei lavoratori stranieri onesti, indispensabili alle famiglie ed alle imprese italiane. Accoglienza e rigore devono convivere per impedire che le disponibilità vengano scambiate per cedimenti e che nelle città si affermino le discutibili ragioni della giustizia fai da te. Per chi compie un reato grave, anche uno solo, non ci deve essere posto in Italia".