LE CONFESSIONI DI FIORANI

Il 13 luglio Gianpiero Fiorani viene interrogato dai magistrati romani. Spiega che il suo «rapporto con Fazio anziché produrre vantaggi per la banca che amministro si è risolto in un danno per la stessa». Fiorani è già indagato per ostacolo all’attività di vigilanza di Consob e Bankitalia sulla scalata ad Antonveneta. Racconta di conoscere il Governatore da 4 anni ma di non aver mai parlato di banche in incontri non ufficiali. Dice anche che con Ricucci e gli altri non c’è stato nessun «patto occulto».