Confidenze d’amore in una notte di aprile

La rassegna «Garofano Verde» ospita l’allestimento tratto dal testo di Pierattini e interpretato da Maria Paiato

Laura Novelli

Un desiderio di pacatezza, di equilibrio, di scavo interiore: pur attraverso situazioni molto diverse tra loro, quest’anno la rassegna «Il Garofano Verde. Scenari di teatro omosessuale» (in cartellone al Belli fino al prossimo 2 luglio) sembra averci voluto raccontare essenzialmente questo.
Come a dire che esiste una strada capace di percorrere territori umani complessi senza clamori né urla; semmai, scandendo il ritmo lento di una ballata. Tale ci è parso il monologo di Giancarlo Cauteruccio che ha aperto la vetrina. E tale ci è parsa pure l’originalissima regia che Massimiliano Civica (uno dei nomi più interessanti della scena giovanile italiana) ha elaborato su Nuda proprietà di Mirko Feliziani: fatta piazza pulita di qualsiasi cliché, spogliata del tutto la scena, impressi ai tre attori abiti e modelli recitativi scarni e speculari, Civica descrive un vuoto fatto di memorie e allusioni, di occasioni perse e di possibilità ritrovate, dove la figura di una vecchia padrona di casa (meticolosamente interpretata dallo stesso Feliziani) simboleggia un sorta di demiurgo dei destini umani: uno sguardo di saggezza non (più) solo terreno chiamato a celebrare, con colpi di bastone e movenze ripetute, il rito eterno degli addii.
Adesso, questa piega intimista propria dei titoli in programma trova un nuovo approdo nell’atteso monologo Notti di aprile di Sergio Pierattini (con debutto questa sera), che fa leva sullo straordinario talento di Maria Paiato per scrutare conflitti, passioni e dubbi tutti femminili.
E la cosa suona tanto più interessante perché si ricostituisce qui quel felice connubio artistico che, nelle scorse stagioni, ci ha regalato l’intenso La Maria Zanella, lavoro di successo (su regia di Maurizio Panici) con il quale la Paiato si è aggiudicata il Premio Ubu 2005. Ancora, dunque, una partitura per voce sola; uno spaccato di ricordi e sensazioni personali affidate alle corde di un’interprete di rara espressività (basti citare La spiaggia o Cara professoressa) chiamata, in questa nuova prova, a fare i conti con una rivelazione inattesa e spiazzante.
«Durante un pellegrinaggio a Roma - spiega l’autore - la nostra protagonista scopre di essere amata dalla sua migliore amica. Il monologo è incentrato su una sorta di confessione che riesplora, più che gli eventi accaduti, un percorso all’interno dei sentimenti e dell’animo di questa donna». Non senza i misteriosi rischi del caso, perché «quando è in gioco l’amore, non si può contare davvero su nessuno, tanto meno su se stessi».
Informazioni e prenotazioni allo 06/5894875.