Confindustia, economiadebole fino metà 2012Cala attività industriale

Un'impresa su quattro prevede di ridurre gli addetti nei prossimi 3 mesi. Meno prestiti. Sale tasso di disoccupazione

Le prospettive per l'economia italiana nel breve periodo non sono positive. A dirlo è la Confindustria, che parla di un Paese caratterizzata da una "debolezza dell'economia che si protrarrà almeno fino a metà 2012".

Il pessimismo non si ferma alla situazione economica generale, ma riguarda anche il mercato del lavoro. Secondo i tecnici di viale dell'Astronomia l'occupazione nel nostro Paese tende a diventare "ancora più fragile e penealizza i consumi". Gli effetti del calo del numero degli occupati si fa sentire particolarmente sulle famiglie, erodendo il reddito disponibile, che già era sceso dello 0,3% in termini reali nel terzo trimestre, in rapporto con il secondo. Il tasso di risparmio dei consumatori è sceso ai minimi storici (11,6%, sempre nel terzo trimestre), costringedo gli italiani a rivedere i propri piani di spesa al ribasso.

A preoccupare è anche il tasso di disoccupazione. I dati dell'analisi mensile "Congiuntura flash", elaborati dal Centro Studi di Confindustria, parlano di un tasso che a novembre ha raggiunto l'8,6% (ad agosto era fermo al 7,9%).

A crescere a fine 2011 è anche il numero delle imprese che si attendono di dover ridurre il numero degli addetti nei prossimo tre mesi. Un'azienda su 4 sarà costretta a ridurre il proprio personale, mentre solo 8 su 100 che pensano di poter aumentare il numero dei dipendenti. "Il deterioramento è in presa diretta con il crollo delle attese sulla condizione economica - commenta lo studio di Confindustria - mentre all`alba della recessione 2008-2009 le imprese erano state più ottimiste sul trattenimento dei lavoratori in azienda". L'attività industriale è calata dello 0,7% in dicembre e del 2,9% nel 4°trimestre. -1,0% nel 2011.

In netta frenata anche i prestiti alle imprese, soprattutto quelle più piccole, con il costo del denaro in netta crescita. I prestiti erogati sono rimasti fermi a ottobre-novembre, con una dinamica sull'anno scesa a +4,9% (+6,1% a maggio), quasi azzerata per i più piccoli.