Confindustria: bruciati 507mila posti in 2 anni Sacconi: vedono nero

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Confindustria: quest’anno il pil diminuirà del 3,5%. Male anche l'occupazione: in 2 anni bruciati 507mila posti. Prevista una ripresa nel 2010. Deficit pil al 4,6%. Il ministro: dati opinabili. Tremonti: &quot;Mi stupisco che facciano ancora previsioni&quot;
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Roma - La Confindustria rivede al ribasso le stime del pil 2009. Quest’anno, secondo il Centro Studi di Viale dell’Astronomia, il pil dovrebbe diminuire del 3,5% (-1,3% le stime dell’associazione degli imprenditori di dicembre). La previsione, spiega Confindustria, incorpora il ritorno alla crescita già nella seconda metà dell’anno. Per il 2010 la Confindustria prevede una crescita dello 0,8%. Ma il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, smentisce i dati: "C’è qualcuno che si esercita nel piacere del peggio".

Stime riviste al ribasso Le stime per il 2009, ha spiegato il direttore del Centro Studi della Confindustria, Luca Paolazzi, risentono di quanto è accaduto nel primo trimestre, con un calo dell’1,4% sul trimestre precedente e del 4,6% sull’anno. Nel secondo trimestre è previsto un calo dello 0,4% sul trimestre precedente e del 4,3% sull’anno mentre una lieve ripresa è attesa già per la seconda metà dell’anno con un +0,1% congiunturale nel terzo trimestre e un +0,2% nel quarto. "Noi scommettiamo - ha detto Paolazzi - nella ripresa già nella seconda parte di quest’anno, anche se all’inizio molto debole. Su questa ripresa incideranno positivamente il calo della bolletta energetica e la riduzione dei tassi d’interesse".

Crolla l'occupazione Tra la metà del 2008 e la metà del 2010 in Italia verranno persi 507 mila posti di lavoro, il 2,2% dell’occupazione totale. Il Centro Studi della Confindustria spiega che nel 2010 il tasso di occupazione salirà al 9%, un valore analogo a quello del 2001 (6,1% il minimo del 2007). Se si considerano anche le persone in cassa integrazione che quindi conservano formalmente il rapporto d’impiego, i lavori persi sarebbero 867 mila con un -2,8%.

Deficit-pil al 4,6% Il deficit pubblico aumenterà nel 2009 al 4,6% del Pil dal 2,7% del 2008. Secondo il centro studi della Confindustria il deficit inizierà a rientrare nel 2010 (4,3% del pil). Il peggioramento è causato principalmente dall’andamento negativo delle entrate. Il debito pubblico arriverà nel 2009 al 112,5% del pil (dal 105,8% del 2008) sino a toccare nel 2010 il 114,7%, valore di poco inferiore a quello del 2008.

Risparmi per famiglia Il calo dei prezzi dei prodotti energetici porterà nel 2009 risparmi per le bollette delle famiglie di circa 850 euro. Secondo il centro studi della Confindustria, nel complesso, il risparmio della bolletta energetica in Italia raggiungerà i 35 miliardi di euro. Non solo. "Grazie al calo dei tassi d’interesse le famiglie italiane che hanno acceso un mutuo a tasso variabile risparmieranno in media nel 2009 3.200 euro" ha spiegato il direttore del centro studi della Confindustria, Luca Paolazzi.

Sacconi smentisce In un momento di crisi come questo qualsiasi stima "è opinabile" ma c’è qualcuno che "si esercita con il piacere del peggio". Secondo il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, "le previsioni compiute da entità nazionali, su base nazionale in una crisi globale come questa, ricca di variabili, sono molto opinabili". Il ministro del Lavoro si dice, tuttavia, consolato dal fatto che "anche coloro che si esercitano con il piacere del peggio, perchè ci sono alcuni che esprimono il piacere del peggio, poi ipotizzino un tasso di disoccupazione significativamente al di sotto di quello del 1997, cioè al 12,3%". "Non era un secolo fa", ha concluso il ministro spiegando che "alcuni sembrano compiacersi e attendere" il peggio. Ma "è importante relativizzare i dati in un momento di crisi".

Tremonti: "Mi stupisco che facciano previsioni" "Non credo che sia un momento in cui è ragionevole fare previsioni congiunturali". Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, al Forum di Confagricoltura di Taormina a proposito delle stime fornite oggi da Confindustria su Pil e occupazione. Secondo Tremonti alcuni "dati congiunturali sono congetturali, mi stupisce che c’è ancora qualcuno che fa le previsioni".