Confindustria espellerà chi paga il pizzo

Gli imprenditori che non si ribellano al racket delle estorsioni pagando il pizzo e che in qualunque forma «collaboreranno» con la mafia saranno espulsi da Confindustria. È quanto prevede una norma stabilita dal direttivo regionale dell’associazione degli industriali siciliani, riunito a Caltanissetta dopo le intimidazioni e le minacce al presidente dell’Ance a Catania, Andrea Vecchio, e al presidente della Camera di commercio e della Piccola industria a Caltanissetta, Marco Venturi.
La norma sarà inserita nel codice etico già adottato da Confindustria a livello nazionale, dopo il via libera della giunta siciliana dell’associazione che si riunirà nei prossimi giorni. Chi violerà la norma sarà sanzionato, in base alle disposizioni del codice, sino all’espulsione. Sull’iniziativa di Confindustria è giunto il plauso del ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro: «Sarebbe ancora più giusto, però, se a essere espulsi fossero anche coloro che pagano le tangenti». Plauso di Prodi all’iniziativa: «Una decisione seria, perché la lotta contro la mafia la si vince solo con una reazione della società civile, non con l’esercito».