Confindustria: resta Moratti, sale Moltrasio

Riviste le deleghe nella squadra di Montezemolo. Perini: scelte condivise

da Milano

Nessun rimpasto di «governo» per Luca di Montezemolo che però comincia il secondo mandato in Confindustria con un rimescolamento delle deleghe all’interno della sua squadra. Questo l’orientamento emerso al termine del vertice di ieri. Rispetto alle attese, resterà nel team di comando il vicepresidente Gian Marco Moratti anche se, e qui sta la novità, senza più deleghe. La competenza per l’Europa passerà infatti nelle mani dell’attuale presidente del Comitato tecnico per la competitività del manifatturiero, Andrea Moltrasio, il quale rileverà l’attuale interim di Pasquale Pistorio. Moltrasio manterrà la carica di consigliere incaricato in quanto lo Statuto non prevede nomine di altri vicepresidenti (sono in tutto 11).
La revisione delle deleghe riguarderà anche Emma Marcegaglia, oggi responsabile per il Territorio, che «acquista» l’Energia, uno dei cinque punti del Manifesto di Confindustria, pur mantenendo le attuali competenze (Politiche industriali, Infrastrutture, Territorio e ambiente). Saranno rafforzate anche le deleghe di Edoardo Garrone (oggi consigliere per il Federalismo) e Francesco Bellotti (Credito per le Pmi) su altre due tematiche di importanza strategica per il sistema impresa: il rapporto con il mondo del credito e le riforme istituzionali. «Montezemolo ha riconfermato il documento già preparato prima di Vicenza sulle priorità da presentare al nuovo governo. Un documento che è stato condiviso da tutti». Michele Perini, presidente di Milano Fiera, sintetizza così il lavoro del lungo direttivo di Confindustria di ieri. «Certo bisognerà vedere - ha aggiunto - se riusciremo a vederne l’applicazione». Perini ha anche commentato che «il tema della non governabilità del Paese preoccupa tutti perché avremmo voluto vedere una governabilità più netta. Comunque in bocca al lupo e auguri a chi governa».