Conflitti dell’assoluto Prove di dialogo tra opposti estremismi

Ventisette appuntamenti divisi tra Dal Verme, Spazio Oberdan, Scala, Arcimboldi; 13 aperitivi con gli autori alla Sala Buzzati e al Museo della Scienza; 100 ospiti internazionali, tra cui 6 premi Nobel e 2 premi Pulitzer e 22 proiezioni cinematografiche. Il tutto distribuito su 17 serate, a partire da domani fino al 10 luglio. Questi i numeri dell'ottava edizione de La Milanesiana, la manifestazione di letteratura, musica, cinema, che inaugura l'estate non solo milanese dei grandi appuntamenti culturali.
Promossa dalla Provincia, organizzata dalla Fondazione dei Pomeriggi Musicali/Teatro Dal Verme, la Milanesiana ha un'unica, grande madre, ideatrice e direttrice: Elisabetta Sgarbi, che dal 2000 in poi ha fortemente voluto e sviluppato serate che hanno visto incontrarsi premi Nobel e musicisti, scrittori blasonati e videoartisti, registi e fotografi, impegnati in reading e performance all'insegna della contaminazione tra i saperi.
Abbiamo chiesto alla Sgarbi, direttrice editoriale Bompiani, ma anche attrice, regista, autrice e producer, da dove nasce il tema di quest'anno, «I conflitti dell'Assoluto»: «Da una predisposizione, mia e del festival, a toccare il limite dell'assoluto attraverso un continuo mettersi in discussione. L'assoluto è un concetto variegato: attraverso religione, teologia, scienza, visioni del mondo personali e collettive fa emergere il nocciolo duro delle ideologie. Il mio scopo era ed è quello di mettere alla prova pubblicamente queste aree di tenacia ideale, favorire un dialogo, lasciar trapelare forse la possibilità di una sintesi».
Quali argomenti usa per portare così tanti nomi in città?
«La forza della persuasione critica. Faccio leva sull'idea di fondo della Milanesiana: provocare incontri “straordinari“ e inusuali su uno stesso tema tra artisti musicisti, cineasti, scrittori e scienziati. Importante è anche il dibattito offerto dagli aperitivi con gli autori: quest'anno toccherà temi come il fondamentalismo, l'antisemitismo, le strategie della libertà, la violenza, la donna e il potere, le prospettive della scienza in vista della colonizzazione della luna».
Di che cosa ha bisogno Milano per ritrovare la sua energia culturale, ammesso che l'abbia perduta?
«Milano ne ha fin troppa, di energia. La lamentela costante sul “vorrei ma non posso“ mi sembra inadeguata».
Ha già qualche idea per il tema della prossima edizione?
«La liquidità. Come “tutto scorre“, nel senso di Eraclito, ma anche come esperimento mentale per ritrovare, al di là del nostro vivere cristallizzato, lo scorrere libero delle idee».