Conflitti di interessi e notizie occultate

la vita è piena di paradossi. Scrivo sul manifesto un commento contro il conflitto di interessi e a favore di una legge che favorisca l’editoria “pura”, e mi ritrovo citata sulla prima pagina del Giornale nel quale il problema del conflitto di interessi e dell’editore “impuro” (cioè che ha anche altri interessi economici fuori dall’editoria) regna al massimo grado. Paradosso enorme, cui segue quello minore: mettere sullo stesso piano il manifesto (giornale senza padroni) e il Corriere della Sera (giornale dai molteplici ed evidentemente litigiosi padroni), accomunandoci nell’abbaglio di credere che il conflitto di interessi sia solo quello del Cavaliere. Vorrei tranquillizzare lei e i suoi lettori: non siamo mai stati così ingenuamente sprovveduti, da queste parti, da pensare che l’unico conflitto di interessi sia stato e sia quello di Berlusconi. Ma certo è l’unico che è arrivato fino a Palazzo Chigi, e due volte. Quanto alle scelte sulla Bbc, non vedo il nesso: ognuno è libero di pubblicare le notizie e le bufale che gli pare, come lei ben sa.
Cordiali saluti
Roberta Carlini

So benissimo che ognuno è libero di pubblicare le notizie che ritiene, ma anche di nascondere ciò che infastidisce la propria parte politica. Così come di inseguire bufale, complotti e muri di gomma, raccontando una storia d’Italia in stile fantasy. Ad ogni buon conto, non creda che basti definirsi quotidiano comunista per essere esenti dai conflitti d’interessi. Le banche servono a tutti. Anche ai compagni. Mi stia bene.
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