Il conflitto fra civiltà è dovuto all’odio dei terroristi

Da più parti ci si affanna a negare l’esistenza di un conflitto di civiltà fra Occidente e mondo islamico; sarà anche vero, ma c’è un elemento che tutti ignorano o fanno finta di ignorare e che, a mio avviso, rende opinabile tale negazione.
L’Occidente, oltre al Giappone, a distanza di 60 anni dal secondo conflitto mondiale ha saputo accantonare e seppellire le feroci rivalità ed inimicizie allora esistenti fra i popoli che presero parte a quel conflitto, talché oggi gli antichi rivali sui campi di battaglia al di qua e al di là dell’oceano sono tutti alleati: dove c’era la dittatura è stato adottato ed applicato il modello di democrazia e libertà, è stata creata l’Unione europea, ed il normale confronto generale si svolge civilmente secondo regole politiche e commerciali liberamente accettate da tutti. Al contrario, alcuni capi islamici nel mondo insistono a giustificare la legalità del modello terroristico dei loro estremisti come inevitabile e giusta rivendicazione per i torti inflitti dall’Occidente al mondo islamico secoli or sono (non 60 anni or sono), e promettono e minacciano la distruzione dell’Occidente e della democrazia rifiutando quest’ultima sotto ogni profilo, salvo usarla a loro esclusivo tornaconto terroristico. Mi chiedo, di fronte a tali posizioni palesemente inconciliabili, come si possa negare risolutamente il conflitto di civiltà e, parimenti, come si possa insistere per un dialogo che - stando così le cose - sarebbe tra sordi.