«Conflitto di interessi? L’Unione pensi ai casi Sardegna e Messina»

Giovanardi: non scordiamoci l’esempio più vistoso, quello delle coop rosse. Buttiglione: e se lasciassimo tutto com’è?

da Roma

Par condicio per la legge sul conflitto di interessi. Se si interviene allora si devono colpire tutti i conflitti non soltanto quelli di Silvio Berlusconi. Questa volta a scendere in campo contro le leggi ad personam, ovvero a danno del leader azzurro, a fianco di Forza Italia c’è anche tutta l’Udc. Il primo a dire la sua è il capogruppo dell’Udc in commissione Affari costituzionali Giampiero D’Alia. «Se l’intenzione è quella di mettere a punto una legge contra personam diciamo no.- spiega D’Alia -. Se invece l’idea è quella di migliorare la legge esistente allargando la platea degli interessati, facendoci rientrare ad esempio anche i vertici degli enti locali da Soru al sindaco di Messina, allora se ne può parlare».
D’Alia allude al caso del presidente della Regione Sardegna, Renato Soru, che ha proibito per legge interventi che modifichino volumetrie e impatto architettonico delle costruzioni in un raggio di due chilometri dalla costa. Ma la villa di Soru lungo la costa cagliaritana a Villasimius è per l’appunto l’esempio concreto della violazione di questa legge. L’altro caso cui allude D’Alia è quello del sindaco di Messina, Francantonio Genovese che è pure dirigente e azionista di una società di traghetti messinese.
«Non ho letto in maniera approfondita la proposta del centrosinistra ma già il fatto che sia applicabile solo alle cariche di governo mi convince poco - dice D’Alia -. A Messina ad esempio c'è un sindaco di centrosinistra che è anche socio di traghetti privati. Che facciamo, di lui non ci occupiamo? E di Renato Soru? Anche per lui niente regole?». La proposta di legge comincerà ad essere esaminata dalla Camera il 13 settembre ma, avverte D’Alia «se si vuole rimettere mano alla normativa ora in vigore allora lo si faccia in modo equo pensando a misure valide per tutti gli amministratori, a cominciare dal governo agli enti locali. Fare una legge solo contro qualcuno non ci sembra una cosa giusta».
Identica la posizione dell’ex ministro Udc, Carlo Giovanardi, che punta il dito contro «il più grande conflitto d’interessi in Italia» ovvero «l’intreccio fra la Lega delle cooperative e le strutture dei Ds». Per Giovanardi è necessario discutere di conflitto d'interessi ma affrontando il problema nel suo complesso. «Non è accettabile che il tema del conflitto d'interesse venga giocato contro qualcuno», conclude Giovanardi.
Persino l’ex leader Udc, Marco Follini, spesso polemico verso Forza Italia ed il suo leader su questo tema invita alla cautela ed all’equità. «La penso più come Marini (il presidente del Senato) che come Di Pietro (il ministro delle Infrastrutture). Una legge ci vuole, ma non deve essere una punizione», dice Follini.
Per Rocco Buttiglione, presidente Udc, le cose potrebbero restare come sono. «Credo che su questo si possa lavorare in Parlamento senza barricate, né da una parte né dall'altra - dice Buttiglione -. Nell’Unione c'è su questa legge un curioso compromesso: bisogna rifare la legge, ma non troppo diversa da quella che c'è. E se lasciassimo la legge attuale? Anche Marini ha chiesto una legge non punitiva e dunque forse si possono lasciare le cose come stanno».