Confortola prelevato da un elicottero

Dopo cinque giorni finisce l'odissea sul K2. L'alpinista italiano, prelevato dal campo base a quota 5.200 metri, sarà sottoposto a esami medici prima di essere trasferito a Islamabad<br />

Islamabad - E’ finito oggi l’incubo di Marco Confortola, l’alpinista italiano sopravvissuto alla tragedia sul K2 di sabato scorso nella quale hanno perso la vita 11 scalatori: un elicottero dell’esercito pakistano lo ha prelevato dal campo base che aveva raggiunto ieri e ora è in viaggio verso il più vicino ospedale. "E’ stato recuperato e probabilmente sta per arrivare a Skardu sull’elicottero. Una volta lì, verrà curato", ha detto Sergio Oddo, portavoce dell’ambasciata italiana a Islamabad. "Si è lamentato molto", ha aggiunto il diplomatico. "Ha difficoltà a camminare".

Dopo sei giorni sul K2, Confortola ha un principio di congelamento ai piedi. Anche gli altri membri del team sono in viaggio verso Skardu, un piccolo paese del Pakistan. Oddo ha aggiunto che più tardi Confortola dovrebbe essere trasportato a Islamabad. Nella tragedia di sabato scorso -- quando il crollo di un enorme pezzo di ghiaccio ha spazzato via gran parte delle corde fissate dagli alpinisti per la discesa dalla cima della montagna -- sono morte 11 persone. Fra le vittime ci sono tre coreani, due nepalesi, due sherpa pakistani, oltre ad uno scalatore francese, uno serbo e un norvegese e un irlandese. Il K2 si trova nel gruppo del Karakorum che appartiene alla catena dell’Himalaya ed è, con i suoi 8611 metri, la seconda montagna più alta della Terra dopo l’Everest.

Lo scorso mese l’Italia è rimasta con il fiato sospeso per la sorte di due alpinisti italiani che rimasero per una decina di giorni sul Nanga Parbat, in Pakistan, dopo la caduta in un crepaccio del loro compagno di scalata Karl Unterkircher. I due, Walter Nones e Simon Kehrer, furono poi recuperati dagli elicotteri di soccorso dopo aver raggiunto tra enormi difficoltà un pianoro ghiacciato a 5.700 metri.