Confronti tv, la Rai fissa le regole Ma Prodi vuole leggi ad personam

La Vigilanza decide date e modalità dei faccia a faccia. Il Professore non ci sta e replica: «No alla conferenza stampa finale del premier»

Francesca Angeli

da Roma

La Rai fissa le date per il faccia a faccia tra Silvio Berlusconi e Romano Prodi ma il Professore risponde picche.
«La Rai non decide proprio niente» ribatte secco il leader dell’Unione quando il presidente, Claudio Petruccioli, annuncia di aver fissato le date sia per i due faccia a faccia sia per gli altri tre confronti previsti tra i leader di maggioranza e opposizione. Ovviamente la decisione non è stata presa dal consiglio d’amministrazione Rai in modo estemporaneo, come sembra ritenere Prodi vista la sua reazione, ma nel pieno rispetto delle regole fissate dalla Commissione parlamentare di Vigilanza. I faccia a faccia dovrebbero tenersi lunedì 13 marzo e lunedì 3 aprile; gli altri incontri mercoledì 15, 22 e 29 marzo.
«Le date per i confronti, scelte in base all’intera programmazione televisiva, sono state trasmesse al presidente della Vigilanza, Paolo Gentiloni, che ha assicurato che corrispondevano pienamente al regolamento della Commissione - spiega Petruccioli -. La nostra lettera e quella di Gentiloni sono state mandate a Berlusconi e Prodi spiegando che la Rai è a loro disposizione per qualunque ulteriore richiesta o chiarimento».
Ma per Prodi non c’è proprio nulla da chiarire. O l’incontro si fa «con regole comuni stabilite insieme» o non se ne fa nulla. A Prodi insomma non bastano quelle fissate dalla Commissione di Vigilanza Rai le regole vuole riscriverle lui per avere precise garanzie altrimenti i telespettatori dovranno fare a meno del confronto tv. E il leader dell’Unione ribadisce quali sono queste condizioni. «Dopo il faccia a faccia non può esserci un supplemento di conferenza stampa successivo», ribadisce, perchó il fatto che a Berlusconi spetti l’ultima parola (decisione presa dalla Vigilanza in considerazione del fatto che è il presidente del Consiglio in carica, ndr) per Prodi «non è una regola democratica». Il Professore evidenzia come sia stato mandato a Berlusconi e al suo staff «il regolamento dell’ultimo faccia a faccia tra Bush e Kerry: un modello che si può cambiare ma certamente non mi sembra che il giorno dopo il confronto con Kerry, Bush sia andato in tv a fare la sua conferenza stampa». Prodi poi ribadisce anche che il confronto lo vuole con le altre due «punte» del centrodestra, Pier Ferdinando Casini e Gianfranco Fini.
E dunque per il momento nulla di fatto. Il Professore sembra intenzionato a continuare l’operazione di discredito del suo avversario politico: non lo voglio incontrare, dice in sostanza, perché non ci sono le condizioni per farlo. Così prima ha lanciato la boutade sulla sfida moderata da Emilio Fede e poi ha paragonato il premier a un dispotico Paperon de’ Paperoni seguito dai fedelissimi Qui, Quo, Qua che dicono sempre e soltanto sì.
Se Berlusconi è davvero Paperone però Prodi, rifiutando il confronto, rischia di vestire i panni di Rockerduck altrettanto ricco ma sempre e inevitabilmente sconfitto dal suo avversario. E che sia un errore tirarsi indietro di fronte a un faccia a faccia televisivo con il premier lo pensano in tanti. Anche a sinistra. «Non ci sono luoghi o condizioni precluse alla politica», dice il leader di Rifondazione comunista, Fausto Bertinotti. Sollecitato a dare un consiglio a Prodi riguardo al duello tv Bertinotti non ha dubbi: «Se si vuole un consiglio lo si può ricavare da un comportamento e il mio comportamento è esplicito: andare sempre e comunque, ovunque vengo richiesto», dice Bertinotti. Certo il leader di Rifondazione sa di essere molto «efficace» televisivamente e dunque a lui andare in tv conviene sempre anche perché, aggiunge, «può essere una condizione di povertà che induce a questo». Come a dire io non ho i mezzi né di Berlusconi né di Prodi dunque mi conviene accettare gli inviti anche perché ritiene che «non ci siano luoghi preclusi alla presenza della politica».
Pienamente d’accordo con il Professore il presidente Ds Massimo D’Alema. Il confronto tra i due leader degli opposti schieramenti deve avvenire «alle condizioni che dice Prodi, la faccia è quella di Prodi, quindi è lui che deve gestire con chiarezza a quali condizioni si deve fare». Dunque regole decise da una parte sola non quelle stabilite dalla Commissione di vigilanza.
Alla sinistra replica il presidente della Camera. «Prodi si lamenta sempre delle leggi ad personam della Cdl - attacca Casini -, cerchi di non fare una campagna elettorale ad personam». Insomma il leader dell’Unione non può farsi delle regole su misura soltanto per lui. «Berlusconi è andato in tv con Rutelli e Fassino - dice Casini -. Prodi dunque si confronti con me e con Fini e poi con Berlusconi nella date indicate dal presidente Rai Petruccioli». Tagliente il ministro dell’Interno, Giuseppe Pisanu, che giudica quelli del Professore «mezzucci per sottrarsi alla sfida». Il portavoce di Berlusconi, Paolo Bonaiuti, infine invita Prodi ad ascoltare i saggi consigli di Bertinotti.