Confronto impietoso/Qui respiri felicità, altro che la Sestriere di Torino 2006...

C'è vita qui, c'è voglia di stare fuori, assieme, di godersi
questa Olimpiade e allora la mente torna a Torino 2006.
Tutto perfetto in pista, città magnifica con le sue luci, la sua vita,
i suoi spettacoli, la piazza delle premiazioni ricca di storia e di
fascino, ma Sestriere, il cuore montano di allora?

Whistler Mountain Dopo la pioggia, la neve. E poi ancora la pioggia. Le strade si sono trasformate in un pantano indescrivibile, ma l'ambiente non cambia. Oltre ai fiumi d'acqua, fiumi di persone girano allegramente per il villaggio di Whistler Mountain, il cuore montano di quest'Olimpiade. A tutte le ore, incuranti di quel che cade dal cielo, vestiti da sci o in maglietta, con gli scarponi ai piedi o le tavole da snowboard sotto braccio, ridono, scherzano, sventolano bandiere, parlano, tifano, si fermano davanti agli schermi giganti che trasmettono ad ogni angolo le ultime news sui Giochi o la premiazione in corso qualche centinaio di metri più avanti (l'inno svizzero risuona nell'aria) o si divertono davanti ai giovani artisti di strada che per tutto il giorno suonano, ballano, intrattengono, animano le strade rigorosamente chiuse alle auto e attorniate da vetrine piene di colori, bandiere, inviti ad entrare e comprare.
C'è vita qui, c'è voglia di stare fuori, assieme, di godersi quest'Olimpiade e allora la mente torna a Torino 2006, casa nostra. Tutto perfetto in pista, città magnifica con le sue luci, la sua vita, i suoi spettacoli, la piazza delle premiazioni ricca di storia e di fascino, ma Sestriere, il cuore montano di allora? Se entravi in una pizzeria alle dieci ti dicevano che la cucina era chiusa, per le strade il deserto, vita zero, spettacoli…? Un'altra domanda per favore.
Whistler Mountain, Olimpiade a parte, è una delle stazioni sciistiche più famose e rinomate del mondo, più volte al primo posto nelle classifiche stilate dalle riviste specializzate. Non si vuole fare un confronto, non starebbe in piedi, ma notare solo la differenza di mentalità fra i nostri giovani e questi, entusiasti della vita, pronti a coglierne ogni possibilità, pieni di energia e voglia di fare. Nelle nostre località di montagna più "in" molti giovani girano con le auto da settantamila euro, vestiti griffati e guai a bagnarsi lo stivaletto nella neve. Si annoiano. In Valle d'Aosta la regione ha stanziato duecentodiecimila euro per il Comune che farà la migliore proposta anti noia giovanile. Un'idea: creiamo anche da noi scuole che insegnino ai nostri ragazzi a ballare, suonare e cantare, come quelle da cui sono uscite le centinaia di giovani canadesi presenti qui ai Giochi, pagati solo per vitto e alloggio, con il compito di far divertire i turisti. «Ma ci divertiamo un sacco anche noi!».