Confronto in tv, Veltroni attacca il Cavaliere

Il leader del Pd: "Ieri Berlusconi ha detto che il confronto tv non si può fare. Non è
vero?". E promette: "Cancelleremo 5mila leggi"

Roma - S'infiammano i toni della campagna elettorale. Lo scontro va avanti non tanto sui programmi ma sui dibattiti in tv. Nel rispetto della "par condicio" visto che i candidati alla presidenza del Consiglio sono più di dieci, bisognerebbe organizzare dei confronti tv talmente lunghi e spezzettati da rendere, di fatto, quasi impossibile la loro gestione. Ma al contempo limitare solo a Veltroni e Berlusconi il confronto in tv violerebbe palesemente la par condicio, perché non sono solo loro due in corsa per Palazzo Chigi.

L'occasione è comunque ghiotta per fare polemica, rinfacciando all'avversario la colpa del mancato incontro. Veltroni coglie la palla al balzo e attacca Berlusconi. "Ieri il candidato alla presidenza del Consiglio dello schieramento a noi avversario ha detto cose false agli italiani. Ha detto che il confronto tv non si può fare. Non è vero! Ma dove sta scritto?". Così Walter Veltroni torna sul confronto tv con Silvio Berlusconi.

Ospite di "Viva voce" su Radio 24, il leader del Pd attacca Berlusconi accusandolo di ingannare gli italiani mentendo sul confronto televisivo. "Ogni sera ci sono confronti tra Bertinotti e Casini e tra altri esponenti politico. Perché mai - incalza Veltroni - non potremmo fare altrettanto noi? Il leader dello schieramento a noi avversario non può dire 'spacco tutto' e poi dire cose false agli italiani".

Ministri indipendenti Veltroni ribadisce che prima del voto annuncerà "i nomi dei ministri indipendenti" della sua squadra di governo in caso di vittoria. "Non farò i nomi dei ministri politici, ma prima del voto indicherò - spiega il candidato premier del Pd - qualche nome di personalità indipendenti" che faranno parte dell’eventuale governo dei Democratici.

Prodi e l'Unione "Romano Prodi ha risanato i conti pubblici dopo una situazione disastrosa - osserva Veltroni -. E' un merito che gli va riconosciuto ma aveva una maggioranza che non poteva aprire una stagione riformista. Per questo abbiamo deciso di andare da soli - ha spiegato il leader del Pd - segnando un’innovazione forte e assumendoci una grande responsabilità, ma a giudicare dai sondaggi si capisce che è stata una scelta per uscire da un collo di imbuto durato 15 anni".

La promessa: "Cancelleremo 5mila leggi" Abrogare 5 mila leggi entro il 2008 e ridurre tutte le leggi e i regolamenti dello Stato a non più di cento testi unici e non più di mille leggi speciali entro il 2010. È quanto prevede un disegno di legge delega che il Pd è pronto ad adottare, in caso di vittoria nella prima riunione del Consiglio dei ministri. "Con queste misure si otterrà una riduzione dei costi normativi e burocratici per le imprese che raggiungerà 9-9,5 miliardi annui alla fine del quadriennio 2009-2012 - annuncia Veltroni - e un effetto positivo sulla crescita economica che si può stimare in un aumento di circa 0,5 punti di Pil all’anno e un risparmio di spesa pubblica a regime di circa 3-3,5 miliardi di euro all’anno".