«Congeliamo i conti bancari dei finanziatori»

Esteso il campo d’azione della lotta al terrorismo internazionale

Impedire in ogni modo che la rete del terrore possa appropriarsi delle risorse necessarie per pianificare atti criminali e attentati. È sulla base di questo principio che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato ieri una risoluzione che estende il campo d'azione della lotta al terrorismo e in particolar modo rafforza una risoluzione varata nel 2001, che impone ai 191 Stati membri dell'organizzazione di congelare i conti bancari di individui, organizzazioni legati ad Al Qaida, di impedire che vengano in possesso di armi e evitare eventuali spostamenti. L'ambasciatore greco Adamantlos Vassilakis, attuale presidente del Consiglio di Sicurezza, spiega il senso del provvedimento: «Il Consiglio intende impedire qualsiasi atto terroristico, da qualsiasi posto provenga».
La risoluzione, il cui testo è stato steso dagli Stati Uniti, è stata adottata all'unanimità dai 15 membri del Consiglio e prevede l'estensione delle iniziative predisposte dalla precedente risoluzione del 2001 a chiunque «partecipi al finanziamento, alla pianificazione, alla preparazione, all'organizzazione o faciliti attività connesse al terrorismo, nel nome, nell'interesse o in sostegno di Al Qaida o dei Talebani». Sono inoltre perseguibili «tutti i gruppi, le cellule o i nuclei affiliati» a qaidisti o seguaci dei talebani.
Il testo della risoluzione specifica inoltre i meccanismi con cui possono essere inseriti - o rimossi in caso di errore - alcuni nomi di individui o gruppi nella lista, che conta oltre tremila voci attualmente in possesso del Consiglio di Sicurezza. Il Consiglio chiede inoltre all'Interpol di integrare i propri dati con quelli delle Nazioni Unite e sollecita i governi a invalidare ogni passaporto smarrito o oggetto di furto. Questa risoluzione e la relativa lista fornita degli Stati Uniti ora sarà recepita da tutti i paesi coinvolti nella lotta al terrorismo. Italia compresa. Il nostro ministero dell’Economia, infatti, monitora tutti i movimenti sospetti di denaro legati a società segnalate dall’Onu e dalle centrali di intelligence .