«Congiura geopolitica contro le partite degli Europei a Genova»

Paola Setti

Fosse solo disinteresse si potrebbe provare ad attirare l’attenzione. Fosse pure un tentativo di boicottaggio si potrebbe tentare di ribaltarlo. Ma quando si tratta di congiura, già le cose si fanno difficiline. Se poi la congiura è persino geopolitica, uno inizia a pensare che la Liguria sia troppo piccola geograficamente e troppo debole politicamente per riuscire ad averla vinta. Ha detto proprio così, ieri in aula l’assessore regionale allo Sport Fabio Morchio. Rispondeva al consigliere di Forza Italia Gino Garibaldi, che gli chiedeva che cosa la Regione stesse facendo «per far sì che Genova faccia parte delle otto città sede delle partite di Euro 2012», e ha spiegato: «Contro di noi è stata messa in atto una specie di congiura geopolitica, nel senso che è stato scelto di non concentrare la manifestazione nel Nord Ovest dove già ci sono candidate città come Torino e Milano».
Una lotta contro i giganti, insomma, ma la Regione «sta facendo il possibile a tutti i livelli possibili» ha garantito Morchio. Gli impianti ci sono, del resto, e pure i luoghi per organizzare eventi speciali per i Vip. Non mancano neppure i i posti letto negli alberghi dalle 3 stelle in su, sono 4627 a Genova e 7953 in tutta la provincia, e vabbè di 5 stelle ce ne saranno solo 3 fuori dal capoluogo, ma uno nuovo da 190 posti letto in città sta arrivando, in via Corsica nel palazzo dell’ex Ilva. Ed è «sulla base di tali premesse - scrive l’assessore - che la Regione ha fatto tutto quanto richiestole dalla Fgci a sostegno della candidatura di Genova». E non solo per il 2012, ma anche per il 2011, quando la Superba vorrebbe essere sede ufficiale dei Giochi Olimpici della Gioventù. Ecco: «Se la Liguria può ospitare i giochi del 2011, sarà idonea anche per i Campionati europei di calcio del 2012: la città ha tutte le carte in regola per ospitare entrambe le manifestazioni».
E di fronte a cotanta temerarietà nonostante la «congiura geopolitica», Garibaldi non ha potuto far altro che dirsi «estremamente soddisfatto».