Congo, aereo precipita: 83 morti Sono salvi due missionari italiani

Un boeing 730 della Hewa Bora si è
schiantato mentre decollava da Goma: 83 morti. Illesi due sacerdoti italiani. La compagnia era stata
aggiunta solo due giorni fa alla "lista nera" stilata dalla
Commissione Ue

Kinshasa - Un boeing 730 si è schiantato oggi mentre decollava da Goma, nella parte orientale della Repubblica democratica del Congo: almeno 83 le vittime. A riferirlo un portavoce delle Nazioni Unite di stanza nel paese centroafricano.

Lo schianto sul centro abitato "E’ un aereo della compagnia Hewa Bora con una settantina di passeggeri a bordo", ha detto a Reuters riferendosi all’incidente Kemal Saiki, portavoce della missione dell’Onu in Congo. Il funzionario ha detto che l’aereo sarebbe caduto su una zona residenziale o industriale. In fase di decollo il boeing 730 si è schiantato sul quartiere di Birere della stessa città. "Non abbiamo l’esatto numero delle vittime", ha detto Kitoko Kabambi, un funzionario della Croce rossa di Goma. Secondo la Cnn, i morti sarebbero in tutto 83: tra i passeggeri sarebbero 78 le vittime a cui si aggiungono i cinque membri dell’equipaggio.

La lista nera La compagnia, Hewa Bora, era stata aggiunta solo due giorni fa alla "lista nera" stilata dalla Commissione europea e relativa alle aziende giudicate insicure e non ammesse negli scali d’Europa.

Salvi due missionari italiani Sono sopravvissuti due missionari italiani che si trovavano a bordo del Dc 9 precipitato oggi a Goma, in Congo. Lo rende noto la Farnesina. Secondo quanto riporta la Misna, Padre Rinaldi, originario di San Cassiano a Vico (Lucca), è l’unico dei due religiosi italiani rimasti coinvolti nell’incidente aereo, sotto shock e, per pura precauzione, è ricoverato in ospedale, soltanto in osservazione. Entrambi i missionari, precisa il loro Superiore generale padre Benzoni da Roma, sono in Congo ex-Zaire da alcuni anni. Padre Rinaldi è al suo primo anno a Kinshasa mentre padre Agostinis, originario di Luincis di Ovaro (Udine), era a Kinshasa da circa 3 o 4 anni. Entrambi i missionari nell’incidente hanno perso il telefono cellulare e non sono per il momento raggiungibili. Le famiglie sono state avvertite dall’ Unità di crisi della Farnesina, precisa l’agenzia missionaria.