Congo, arrestato Nkunda il capo dei ribelli tutsi

Catturato in Ruanda dopo i vani tentativi di resistere a un’operazione
militare nel Nord Kivu. Guidava al rivolta dal 2004 (<strong><a href="/photostory.pic1?ID=congo" target="_blank">guarda la photostory</a></strong>)

Kinshasa - Il leader dei ribelli tutsi congolesi Laurent Nkunda è stato arrestato in Ruanda, dopo i vani tentativi di resistere a un’operazione militare congiunta delle forze congolesi e ruandesi nel Congo orientale. Lo ha riferito oggi il comando dell’operazione. L’arresto di Nkunda, a guida di una rivolta tutsi nell’est della Repubblica Democratica del Congo dal 2004, è avvenuto ieri sera, alle 22:30 ora locale, nel corso di una missione congiunta lanciata questa settimana dai due paesi per dare la caccia ai ribelli hutu ruandesi che agiscono in Congo.

L’esercito congolese e quello ruandese «rendono noto all’opinione pubblica dell’arresto del deposto generale Laurent Nkunda, giovedì alle 22:30 (ora locale), mentre fuggiva in territorio ruandese dopo aver opposto una breve resistenza ai nostri militari a Bunangana», si legge nel comunicato, firmato dall’ispettore generale di polizia della Rdc, John Nundi. Nkunda, secondo fonti dell’esercito di Kigali, si trova adesso «in una località segreta» del Ruanda.

Nkunda guida la ribellione tutsi nella parte orientale del Congo dal 2004, ma le sue azioni si sono rinfocolate negli ultimi mesi dell’anno scorso. Ad agosto, il leader del maggior gruppo ribelle del Congo, ha cominciato infatti un’offensiva contro il governo centrale, scatenando combattimenti che hanno messo in fuga dalla regione orientale del Paese, il Nord Kivy, circa 250.000 congolesi. L’arresto segna però una collaborazione senza precedenti tra i due Paesi vicini dei Grandi Laghi, dopo anni di reciproco sospetto e ostilità.

Il governo di Kinshasa ha accusato nel passato il vicino Ruanda di difendere e appoggiare Nkunda, che durante il genocidio del 1994 in Ruanda aveva combattuto a fianco del Fronte di Liberazione Ruandese, oggi nel governo, defenestrando il regime hutu. Mentre le azioni dell’Fdlr (Forze Democratiche per la Liberazione del Ruanda) iniziate dopo il genocidio del 1994, sono considerate la causa dell’instabilità nella parte orientale del Congo. Negli ultimi giorni però, quasi 3.500 militari ruandesi hanno attraversato la frontiera per cercare di disarmare le milizie tutsi delle Forze democratiche per la Liberazione del Ruanda (FLDR) e si battono a fianco dell’esercito congolese. Ci sono dunque segnali di avvicinamento del governo di Kinshasa e quello di Kigali.

Nella nota, il generale congolese, John Numbi, responsabile delle operazioni fa appello ai tre battaglioni del Cndp agli ordini di Nkunda affinchè si uniscano all’esercito congolese. Intanto l’emittente congolese, radio Okapi, patrocinata dall’Onu, segue il dispiegamento delle truppe governative di Congo e Ruanda, soprattutto nelle zone di Rutshuru e Kiwanja. L’emittente assicura che in questa zona non ci sono stati scontri tra le truppe governative e i miliziani del Cndp fedeli a Nkunda, che durante l’offensiva tra l’agosto e il novevembre 2008 sono arrivate alle porte di Goma, la capitale del North Kivu. La situazione ieri era calma a Rutshuru e Kiwanja, a circa 80 chilometri da Goma, secondo testimoni citati dall’emittente.