Il congolese smentito dal suo cellulare

da Perugia

Un giallo sulle celle. Quelle della rete di telefonia mobile che copre il centro di Perugia. Diya ha sempre ripetuto di non aver mai messo piede nella casa del delitto, perché quella sera era al lavoro nel pub.
Ma il suo telefonino avrebbe agganciato la cella dell’area corrispondente a via della Pergola, nelle vicinanze dell’abitazione di Amanda e Meredith, alle 20.38 del primo novembre. Un elemento che smonterebbe la sua versione. La presunta localizzazione del cellulare di Diya non viene però considerata rilevante dai suoi legali: «Il centro storico di Perugia è piccolo, non c’è un ripetitore per ogni casa». Resta da spiegare come mai Patrick dal 2 novembre abbia cambiato telefono, negando però il fatto di fronte al gip. \