Congresso La Lega incorona Iezzi e punta al 2011: «Alle politiche sociali ci saremo noi»

«Auguriamo all’assessore Moioli buon lavoro nel suo ultimo anno. La Lega saprà fare di meglio». Congresso della Lega, sabato mattina. Matteo Salvini ha appena finito di elencare al popolo del Carroccio il cammino che il partito ha fatto in questi 12 anni, incorona ufficialmente il suo successore, Igor Iezzi, come segretario provinciale e poi guarda subito in avanti. Le regionali sono vicine, è vero. Mancano un paio di mesi, ma l’impressione è quella che si punti già al 2011 quando ci saranno le elezioni comunali. E a Palazzo Marino, giura Salvini, la Lega ha molto da dare. A partire dal welfare. «Il sociale non può essere appaltato solo alla Caritas, a Cl o ad altre cooperative che ci lucrano. Stiamo lavorando molto bene con tante associazioni di volontariato che ci hanno chiesto una mano. Possiamo dare un importante contributo su un settore che non ha l’attenzione che merita». E quindi, «chiunque sia il sindaco, sappia che su quello ci lavoreremo noi». Anche perché, c’è tutto un tessuto sociale che sempre ai margini, Milano è attenta ad alcune povertà, ma «se non sei un ex tossico, un galeotto o un clandestino è difficile trovare assistenza».
Igor Iezzi, 35 anni e l’emozione di chi non è ancora abituato a parlare davanti a una platea di militanti chiamati a dargli la loro fiducia con 145 voti. Si rifà ai suoi modelli, William Wallace, il condottiero scozzese che guidò la ribellione contro l’occupazione degli inglesi, Bobby Sand, attivista nordirlandese, Alberto da Giussano, l’anti-Barbarossa e Umberto Bossi. Poi rompe il ghiaccio e inizia la campagna elettorale. Per le regionali e comunali, sulle quali non ha dubbi: sindaco o vicesindaco saranno del Carroccio. «Pensate come potrebbe essere Milano con 5/6 consiglieri comunali e 2/3 assessori leghisti? Il problema è che nell’amministrazione comunale manca la Lega. Gioverebbe anche alla Moratti che ci pare essere un po’ lontana dalle esigenze dei cittadini». Per carità, ha fatto cose ottime, tra cui l’Expo. «Ma non c’è solo quello, il sindaco si deve dare una mossa». La Lega non è più il partito contro l’immigrazione. «Ormai la gente ci chiede di tutto, ci vedono come un partito completo». Che punta sul lavoro, sul sociale, sull’ambiente. E sulla sanità. «Un minimo di equilibrio ci vuole - conclude Salvini -. Tutti i modelli sono perfettibili. Ci potrebbe essere anche qualche spesa in meno nelle cliniche private e qualche posto in più nelle strutture pubbliche. Un voto in più della Lega vuol dire, più posti al Pio Albergo Trivulzio».