La congrua omissione dell’«epurato» Biagi

Così Enzo Biagi ricostruisce, nell’intervista rilasciata ieri a Repubblica, che cosa gli accadde dopo il cosiddetto editto bulgaro di Silvio Berlusconi: «Facevo un programma che si chiamava Il Fatto. Aveva un certo successo, mi pare. Improvvisamente in Rai nessuno mi rivolse più la parola. Venni epurato». Quello che Biagi trascura di ricordare è che per qualche tempo in Rai riuscì a farsi ascoltare da almeno una persona che prestò grande attenzione alle sue richieste. Infatti il giornalista lasciò la Rai intascando una cifra molto consistente a titolo di buonuscita. E così la cosiddetta epurazione si concluse con un congruo riconoscimento che ha pochi precedenti nella storia dei rapporti fra l’emittente pubblica e i collaboratori. Niente male per un giornalista al quale nessuno rivolgeva più la parola...