Coni, partita finita Marzorati «dimesso» da sei consiglieri

I contrasti all'interno dei vertici sono esplosi con scelte clamorose L'ex campione costretto a lasciare

Una bomba: Pier Luigi Marzorati non è più presidente del Coni Lombardia, non per sua scelta ma per le dimissioni di sei membri su nove della Giunta regionale. La brutta sorpresa, non inaspettata però, visti gli ultimi scontri (nella Giunta del 21 gennaio non è stato approvato il budget 2015), è arrivata alle 16 di lunedì quando Adriano Pucci Mossotti (pallavolo, vice presidente vicario), Felice Belloli (da poco eletto presidente della Lega nazionale dilettanti), Enrico Ragnolini (basket, radiato dalla Fip e non avente titolo a restare in Giunta), Grazia Vanni (rappresentante tecnici), Daniele Gilardoni (rappresentante atleti) e Pierangelo Santelli (presidente regionale Comitato paralimpico) hanno inviato sei fax personali al Coni nazionale e al presidente Marzorati. Motivazioni per ora non precisate, ma facili da ricavare per l'aria pesante che si sta vivendo da mesi al Coni Lombardia dove la fronda nei confronti di Marzorati è cresciuta giorno dopo giorno insieme ai suoi grandi progetti sportivi in proiezione Expo. Perché una delle accuse a lui rivolte è proprio quella di voler fare, senza avere le relative coperture finanziarie e in particolare vengono criticati i suoi rapporti con le istituzioni politiche.

Il 62enne ex giocatore che ha fatto grande Cantù era stato eletto la prima volta il 27 luglio 2010 quando sostituì Pino Zoppini, costretto alle dimissioni dopo 16 anni per le spaccature in Giunta (proprio come oggi) e rieletto il 23 gennaio 2013 con 50 voti su 55 fino al 2016. La sua grandeur in proiezione Expo non ha trovato adeguato riscontro con i relativi finanziamenti (un milione a testa promesso da Regione e Fondazione Cariplo, come contributo per le federazioni, non ancora arrivati e rinviati a chissà quando), ma molteplici sono le idee realizzate da Marzorati: gli eventi nei Coni Point provinciali, le tante manifestazioni di successo in piazza Gae Aulenti, il Gran galà per premiare gli atleti medagliati, la Befana entrata nel Guinness. E non è finita perché per Expo Marzorati ha pronta l'Ambasciata dello sport, la giornata del 6 aprile in piazza Duomo riservata a tutte le federazioni, il «Coni in tour» per le città della Lombardia con una serie di eventi mozzafiato e manifestazioni sportive nel giorno della festa nazionale dei 148 Paesi di Expo, con la presenza di tanti campioni stranieri.

«Sono amareggiato, non me l'aspettavo, è il modo che offende e poi non so neppure i motivi di queste dimissioni - afferma deciso Marzorati -. Non ci sono più le condizioni, mi hanno scritto i sei, ma abbiano il coraggio di dirlo, si espongano e poi ne vedremo delle belle. Sono sereno e certamente non mollo».

E ora? Deciderà la Giunta nazionale del Coni il 10 marzo, ma potrebbe arrivare un commissario nella persona di Luciano Buonfiglio, vicepresidente nazionale, o del segretario Coni Roberto Fabbricini. In attesa delle elezioni che, salvo ripensamenti (possibili) di qualcuno dei dimissionari, vedranno Marzorati comunque ancora in campo (punta al Marzorati ter) contro un avversario di rilievo (ex calciatore o nuotatore o ciclista) che si esporrà solo al momento giusto.