Il Coni: sport e impianti nei programmi

Roberto Bonizzi

Cinque proposte per i candidati alla poltrona di sindaco. Idee che arrivano dal Coni. Bruno Ferrante e Letizia Moratti dovranno confrontarsi anche con le richieste del mondo dello sport milanese. Dalla centralità dell'attività sportiva come elemento sociale, al riconoscimento, politico ed economico, delle società sportive come agenzie educative per i più giovani. Concentrandosi sullo svolgimento della pratica sportiva nelle scuole e su un adeguato controllo sanitario. Passando per un'attenzione alla costruzione di nuovi impianti, soprattutto in periferia, magari sfruttando la candidatura di Milano per le Olimpiadi del 2016. Poi la parte strettamente politica, con la nomina di una commissione di «uomini e donne di sport» nei ruoli chiave della pubblica amministrazione.
«Abbiamo scelto di giocare d'anticipo - spiega il presidente del Coni, Filippo Grassia -. Come un difensore nel calcio o nel basket che ruba il tempo all’avversario. È la prima volta che l’ambiente sportivo si propone alla politica, ma lo facciamo proprio per non essere costretti ad andare a rimorchio successivamente». Proposte semplici e di programma. Innanzitutto il riconoscimento del ruolo sociale dello sport e l’importanza delle società sportive. «I candidati - prosegue Grassia - devono chiarire quali impegni intendono assumersi nei confronti dello sport sul piano economico. Quindi valorizzare le diverse società sul territorio, proponendo tariffe agevolate per l'utilizzo degli impianti».
La vera sfida è quella relativa alle strutture. «La situazione di Milano è da terzo mondo - attacca il presidente del Coni -. Il discorso non riguarda solo gli impianti di eccellenza, ma anche quelli di base. Da 20 anni in città non si investe sulle strutture sportive, in tutte le zone e soprattutto in periferia». La candidatura per le Olimpiadi del 2016 (in ballottaggio con Roma, il Coni si esprimerà solo dopo le elezioni) potrebbe essere il volano per rilanciare lo sport a Milano. «Secondo i nostri conti - analizza Grassia - serve un investimento complessivo da 250 milioni di euro. Una cifra considerevole indirizzata principalmente alle strutture di base sul territorio (180 milioni), quindi alla ristrutturazione dell’Arena (25 milioni), da intitolare a Gianni Brera. Più 45 milioni per trasformare il Vigorelli in un’arena polivalente da 11mila posti». Sperando nel vento di Olimpia.