Coniugi uccisi, ecco le prove che mancano

Non c’è ancora la certezza che Gatti abbia dormito nell’hotel sulla strada che porta al Passo del Vivione

Nell’omicidio dei coniugi Donegani il supersospettato è il nipote Guglielmo Gatti. Allo stato delle mie conoscenze, i casi possibili dal punto di vista criminologico-investigativo sono i seguenti: Guglielmo Gatti è l'assassino, egli ricorda tutto quello che ha fatto e che è accaduto; Gatti è un assassino che si ostina a non confessare per una serie di motivi psicologici e di opportunità; Guglielmo Gatti è l'assassino, ma non ricorda. O ancora Guglielmo Gatti è innocente, è vittima di una combinazione criminale che ha ordito un delitto perfetto sino a convogliare le indagini contro di lui. Gatti in realtà è la terza vittima dell'omicidio, è il bersaglio di chi ha seminato indizi di colpevolezza che stanno divenendo macigni accusatori, è l'incastrato di turno di un gioco al massacro fatto di stratagemmi, imbrogli e tradimenti.
Un'alternativa non la si nega a chi si professa innocente, anche aldilà di ogni ragionevole dubbio nel caso che «il colpevole non abbia confessato»: c’è sempre la faccia nascosta della medaglia.
Gatti sa quello che ha fatto nei giorni che vanno dal 30 luglio al 2 agosto: sa dove è stato, chi ha visto, con chi ha parlato, da chi è stato visto, contattato e memorizzato. Se non produce nulla in tal senso resta la vittima perfetta da incastrare, gli tocca la palma di «uomo più iellato del mondo», oppure, molto più semplicemente, è l'assassino. Ma, poiché stiamo tentando di trovare l'alternativa logica, credibile e priva di contraddizioni alla colpevolezza di Guglielmo Gatti, dobbiamo partire dal presupposto che Gatti è un uomo sfortunatissimo, scelto come capro espiatorio da una combinazione criminale invisibile che ha elaborato ed eseguito un progetto criminale di altissima qualità: uccidere i coniugi Donegani e fare ricadere le colpe sul nipote, oppure, in subordine, dopo l'uccisione della coppia comprendere che il colpevole perfetto era Guglielmo e, quindi, indirizzare le indagini per incastrarlo. Se così fosse, la mente criminale che ha ordito il tutto deve avere caratteristiche peculiari di conoscenza, controllo e intervento sui luoghi dei fatti, sulle cose, sul territorio e sull'ambiente; qualità personali, tecnologiche, logistiche e organizzative tale da fargli ideare, seguire e gestire il progetto nel suo intero iter senza scoprirsi; specifiche e fortissime motivazioni, che non possono sfuggire all'acuto occhio dell'acuto investigatore e che pur in qualche «banca dati» speciale e particolare devono essere; conoscenza, opportunità e capacità tali da renderlo invisibile e da potere inquinare, fuorviare, depistare e contaminare le indagini dall'esterno.
L’alibi

Dicono che Gatti alle ore 3 del 31 luglio era nell'hotel Il Giardino di Breno dopo avere buttato i sacchi nel burrone di Passo del Vivione. I posizionamenti spaziali e temporali del cellulare definiti tramite le stazioni radio base di aggancio, anche se Gatti non ha usato il cellulare, dimostreranno che Gatti non era in quei luoghi. Ciò potrà accadere anche riguardo la dichiarazione del ragazzino che afferma di averlo visto in macchina alle ore 15 del 1° agosto sempre in zona Passo del Vivione.
La verifica se il cellulare di Gatti si sia agganciato o no alle stazioni radio base e alle celle - la notte fra il 30 e il 31 luglio, il pomeriggio del 1° agosto - è di estrema importanza. Gatti potrà trovare un alibi non soltanto col telefono cellulare, ma anche con l'analisi del suo computer, col consumo dell'energia elettrica (Tv, radio, computer, internet) e dell'acqua e dei loro flussi incrociati, valutando la sua agenda, i suoi appunti, i testi che dice di avere digitato col computer, i suoi collegamenti con Internet e le navigazioni relative.
Esistono sicuramente scontrini dei suoi acquisti, dei suoi passaggi col telepass, dei suoi prelievi col bancomat, di sue immagini riprese da qualche telecamera che gli forniscono un alibi di ferro. Esiste qualcuno che deve averlo visto nei momenti topici e in quelle fasce orarie nelle quali gli inquirenti sostengono fosse sul Vivione.
L’albergo

Esiste la traccia certa e concreta che Gatti sia stato in quell'albergo quella notte? Esiste una sua firma? Esiste la fotocopia di un suo documento? Tali tracce non risultano esistere. La cronologia delle registrazioni nell'elenco dei clienti dell'albergo è in ordine e attendibile? Quali altre sue tracce vi sarebbero? L'inchiostro della scrittura sul cartellino, il numero d'ordine, gli estremi del documento che Gatti avrebbe consegnato all'albergo sono coerenti o presentano dubbi? Quali sono state le modalità di pagamento? Vi è il codice fiscale di Gatti? I suddetti tasselli del puzzle non sono apparsi.
Luminol, test a due facce
Come mai il luminol, usato due volte, la prima volte non ha rilevato nulla e 14 giorni dopo sì? Notizie giornalistiche dicono che nel garage di Gatti sono stati effettuati due luminol test, il 4 agosto e il 19 agosto. Ebbene, il luminol test del 19 agosto ha prodotto la caratteristica luminescenza blu elettrico tanto da fare dichiarare «il garage è stato il mattatoio», invece il luminol test di un paio di settimane prima è stato negativo. È quindi il caso di pensare all'intervento di una combinazione criminale e ostile a Guglielmo Gatti, che sapeva e/o aveva deciso che lo stesso doveva essere il colpevole.
Il nesso omicidio-vittime

Non appare esistere alcuna traccia criminalistica tale da collegare esclusivamente Gatti alle vittime e al delitto. Soprattutto, non vi è alcuna traccia del delitto su Gatti, non vi è alcuna traccia di Gatti sulla scena e sui luoghi del crimine (principio di Locard). Ci si chiede: quali sono realmente le tracce del crimine che hanno una connessione con Gatti? Quali sono le tracce che Gatti avrebbe lasciato di sé sulla scena del crimine e sui luoghi del crimine? Quali sono le tracce del crimine su Gatti? Sono stati repertati tutti gli effetti personali di Gatti quali scarpe, abiti, pantaloni, per la ricerca di sostanze ematiche e/o biologiche connesse al duplice omicidio? Tutte le tracce dei movimenti di Gatti e dei coniugi Donegani, siano esse documentali, elettroniche, telematiche, biologiche, chimiche, fisiche e di qualunque natura, dove ci possono portare se analizzate ed elaborate con logica, freddezza, intelligenza e completezza?
Le ipotesi alternative

Le piste alternative a Gatti assassino presentano un tipo d'autore e un profilo criminale tecnico esecutivo logistico a conoscenza delle abitudini e degli usi dei Donegani, nonché dell'esistenza di Gatti e della sua peculiare personalità. Il depezzamento appare strettamente funzionale al trasporto, per staging, sviamento e ritardo delle indagini oltre che per un atto di sfregio. I seguenti profili possono anche sovrapporsi e combinarsi.
1. Un serial killer non certamente al primo omicidio, anche se precedentemente si è «allenato» con prostitute e gay, ma non con coppie. In alternativa un predatore orbitante attorno al mondo delle coppie di anziani senza legami di controllo, o coppie scambiste, coppie viaggiatrici o di altra tipologia a rischio. In questo ambito sarebbe un omicidio premeditato con vittima circostanziale in seguito a un incontro clandestino o comunque segreto. Delitto commesso per puro spirito edonistico o per il controllo del potere.
2. Un killer del tipo predatore, collezionista, necromane, necrofilo, il quale è entrato in contatto con i due coniugi, casualmente o no, avvertendo comunque la loro mancanza di legami e collegamenti contigui e quotidiani con la società circostante, leggendo tutto ciò come un vantaggio predatorio.
3. Un soggetto che sta eseguendo una vendetta perfida, complicata, trasversale, complementare e che parte da lontano, con il duplice intento primario dell'eliminazione fisica dei coniugi e la messa alla gogna di Guglielmo Gatti.
4. Un gruppo criminale (usura, giochi ruolo, setta) che dopo l'eliminazione fisica dei coniugi e la cancellazione parziale delle tracce dei loro collegamenti, ha preferito indirizzare le indagini, tramite depistaggi e inquinamenti, contro Guglielmo Gatti in quanto «colpevole perfetto».
*Criminologo