Coniugi uccisi Tutto il paese in fila per testimoniare

Dolore nel comune vicentino per l’ex sindaco e l’ex maestra. L’assassino conosceva le vittime e avrebbe colpito per uno scatto d’ira

Marino Smiderle

da Vicenza

L’assassino è uno di Enego. Una persona che Domenico Miola, 83 anni, e la moglie Angela Valle, 79, conoscevano bene. E il movente è a metà strada tra la rapina e l’impeto d’ira irrazionale. Sì, uno strano caso, stranissimo, quello del duplice omicidio di Enego, l’ultimo comune dell’Altopiano di Asiago, ai confini con il Trentino Alto Adige. Una coppia benvoluta da tutti, tanto che il paesino le si era stretto attorno nel settembre scorso per festeggiare i cinquant’anni di matrimonio. Una coppia massacrata a colpi di spranga sul terrazzo di casa. Un giallo intricato, che però i carabinieri sembrano sul punto di risolvere.
Chi può aver voluto la morte dell’ex tassista, oltre che ex sindaco per un breve periodo negli anni ’60, e dell’ex maestrina di Enego? È la domanda cui hanno cercato di dare una risposta gli inquirenti che da giovedì sera (i cadaveri sono stati scoperti da un vicino di casa alle 21,30) stanno analizzando ogni dettaglio, ogni traccia. Il fatto che non siano stati fatti intervenire i carabinieri del Ris di Parma lascia intendere che la soluzione sia dietro l’angolo. Ma ieri, nonostante si fosse diffusa la voce di un fermo, sono proseguiti per tutto il giorno gli interrogatori volti ad accumulare indizi, testimonianze, tracce utili per provare la tesi che, evidentemente, è portata avanti con convinzione dal team di investigatori coordinati dal procuratore di Bassano, Mario Milanese.
Quale tesi? Eccola. Domenico Miola è uscito nella terrazza verso la valle dietro casa nel tardo pomeriggio di giovedì. Qualcuno che Miola conosceva bene è passato di lì, magari provenendo dalla valle. È nato un diverbio, magari per futili motivi. Il raptus è stato fulmineo: l’assassino ha preso una spranga (i carabinieri pensano di aver individuato l’arma del delitto) e ha colpito più volte, con violenza, l’anziano. La moglie Angela ha sentito le grida, è uscita fuori e ha subito la stessa sorte.
Omicidio d’impeto, quindi. E la rapina? I cinque figli della coppia, che abitano lontano da Enego, hanno confermato che i genitori avevano prelevato circa 3.000 euro per pagare la stufa a pallet e la cucina a gas acquistata dal ferramenta del paese. L’assassino, dopo la duplice aggressione, è entrato in casa, ha ribaltato tutto e ha portato via i soldi. Difficile pensare, però, che due omicidi così efferati abbiano come movente il denaro. Probabilmente dopo il raptus l’assassino ha pensato di confondere le acque inscenando una rapina, magari per incolpare la solita banda di clandestini.
Pare che in serata sia finito più volte sotto torchio un trentenne di Enego con qualche problema psichico. Potrebbe essere il principale sospettato, ma su questo gli inquirenti sono molto abbottonati. Anche se fanno capire che, per la soluzione, è questione di ore. Manca, forse, solo la confessione.