Connivenze e ambiguità

Lo abbiamo scritto a più riprese: è Gino Strada il grumo torbido che fa bassa demagogia, inquina la lotta al terrorismo e degrada l'immagine italiana nel mondo. Ma ora c'è qualcosa di ben più grave: è l'evidente legame intessuto di connivenze e ricatti sotterranei tra il sedicente operatore umanitario e il governo della Repubblica.
Basta leggere le arroganti parole rivolte a Prodi e Karzai, accusati di essere i veri responsabili degli assassinii dei due collaboratori di Mastrogiacomo, per capire qual è il gioco del medico bifronte. Ma il ricatto che Strada tenta di mettere in atto nei confronti del governo italiano può avere corso solo perché i nostri massimi responsabili politici sono in condizione di essere ricattati. Non ci può essere ricatto se non c'è qualche vicenda oscura che accomuna ricattatore e ricattato.
Sia ben chiaro: anche noi riteniamo che occorra fare il possibile per salvare qualsiasi vita umana per cui siamo stati soddisfatti della liberazione del giornalista di Repubblica. La responsabilità del governo non è di avere trattato attraverso i canali disponibili, ma di avere abdicato alle sue prerogative di rappresentante di uno Stato di diritto a favore di un personaggio le cui ambiguità non si finisce mai di scoprire.
La verità è che, dando carta bianca a Strada - così come sembra sia accaduto anche con Torsello -, il governo italiano si è consegnato agli interessi terroristici dei talebani e ai loro istinti sanguinari. Ancora peggio, è caduto o è sembrato cadere nelle manovre di persone di Emergency ritenute dai servizi segreti afghani (che dovrebbero intendersene) conniventi con i tagliagole.
Del resto Strada non ha mai nascosto da che parte politica sta, qual è il suo giudizio sulla nostra presenza militare in Afghanistan e sui nostri rapporti con l'alleato americano, pubblicamente definito un terrorista alla stregua di Osama Bin Laden.
Oggi quel che va messo sotto accusa è la responsabilità del governo per un'abdicazione non degna di uno Stato di diritto. È probabile che gli inglesi, gli israeliani ed altre autorità occidentali si adoperino per salvare le vite dei loro cittadini, soprattutto se in divisa. Ma nessun governo si mette nelle mani di un demagogo non indifferente al fascino rivoluzionario di chi combatte i nostri militari per ammazzarli.
Prodi e i suoi portavoce vorrebbero accusare l'opposizione di strumentalizzazione. Si tratta di una meschina operazione volta a ribaltare i termini della questione: i responsabili di un pasticciaccio brutto impastato di menzogne e finito nel sangue che accusano coloro che esigono chiarezza. Ed è proprio questo il compito del Parlamento in un Paese democratico: la verità, tutta la verità nella sede delegata al controllo istituzionale. E se le cose stanno come ormai appaiono, sarà l'opinione pubblica a giudicarle.
m.teodori@mclink.it