Cono o coppa? Una scelta rivelatrice

Cono o coppetta? I gelatai capitolini sono concordi nell’affermare che i romani preferiscono il cono «perché è un classico». Ma uno studio psicologico rivela che dietro la scelta, in realtà, si nasconde molto di più. Secondo un’indagine, condotta dagli psicologi esperti della nutrizione, Viviana Finistrella e Alessandro Amadori per Igi, il gelato rievoca i tempi dell’infanzia e, gustandosi in modo diretto - ossia senza bisogno di posate o quant’altro - consente a ognuno di «spogliarsi» dei propri formalismi, contribuendo «a disattivare le difese e a vivere in maniera più autentica e genuina anche le relazioni». Chi mangia il cono con la cialda cerca un piacere sensoriale completo, quindi, è un tipo voglioso. Intraprendente e curioso, chi sceglie lo stecco è, nello stesso tempo, insicuro, tanto da voler trattenere qualcosa di tangibile, il bastoncino appunto. Effimero, indipendente e impaziente chi preferisce il ghiacciolo. Cerca rassicurazioni chi predilige il biscotto, che rimanda direttamente alla merenda preparata dalla mamma e a una dimensione «bambina». Moderno e dinamico chi opta per le praline. Misurato e poco incline a lasciarsi andare fino in fondo al piacere chi vuole la coppetta. E ancora: chi mangia il gelato leccandolo ama la vita sociale e fare nuove conoscenze, è ottimista e ambizioso. Chi lo succhia cerca legami affettivi intensi, quasi simbiotici. Gentile, sensibile, attento e riflessivo chi lo gusta a morsetti. Sincero, testardo e amante del lavoro chi si concede veri e propri morsi. Il segno delle personalità vincenti? Mangiare il cono iniziando dalla parte inferiore, segno della voglia di arrivare primo.