Conosciamo l’Haflinger, il cavallino dalla folta e bianchissima criniera

Amabile e generoso, è piccolo di statura ma ha un cuore davvero grande…

Con piacere presento a tutti i lettori del Giornale questo bellissimo cavallino biondo altoatesino. Appassionati di cavalli o non, tutti lo conosciamo, tutti lo abbiamo visto almeno una volta sui giornali, in tv o dal vivo. Del resto è la razza italiana più diffusa in tutto il Paese, allevata in cinque continenti. Nel momento in cui scrivo, i soggetti censiti dal Libro genealogico sono oltre 10.000 distribuiti in 4.000 allevamenti sparsi in tutte le regioni italiane.

Il successo dei cavalli Haflinger è determinato da molteplici fattori, primi fra tutti il carattere amabile e il grande attaccamento all'uomo. Il loro muso buffo, lo sguardo tenero e dolce, la bionda criniera e il mantello sauro dorato ispirano simpatia a prima vista. E l’ aspetto non mente! L’ Haflinger, cavallino di piccola stazza, a metà strada tra un pony e un cavallo di dimensioni normali, è davvero un cavallo buono e docile, un compagno fedele e generoso, ideale per giovanissimi, neofiti e appassionati di trekking.

Il suo carattere tranquillo e ubbidiente lo rende un “ cavallo di piacere” particolarmente adatto all’ ippoterapia e al turismo equestre per la sua facilità nell’ apprendere e la sua particolare sicurezza con qualsiasi cavaliere e su qualsiasi tipo di terreno o percorso.

Ma i cavalli Haflinger sono molto più di questo: atletici, energici e affidabili, con un ottimo equilibrio tra velocità dell'andatura e potenza dello sforzo, sono utilizzati anche in varie specialità equestri, in alcune delle quali raggiungono risultati di eccellenza. Troviamo quindi l’ Haflinger impiegato in competizioni di attacchi, di endurance e di monta western o in concorsi di salto ostacoli e volteggio.

Ecco spiegate, quindi, le ragioni dello straordinario entusiasmo che ha suscitato l’ Haflinger negli ultimi decenni non solo in Italia ma anche nel resto del mondo. Una cavallo che ancora oggi è utilizzato, seppur minimamente, nella sua zona d’ origine, l’ Alto Adige, come animale da soma, da traino, da sella nelle piccole aziende agricole di montagna, dove è nato e dove vive da centinaia di anni.

Il suo nome deriva infatti da Hafling, località nei pressi di Merano, e di lui si hanno notizie già dal medioevo quando nel Sud Tirolo si allevavano dei piccoli e robusti cavalli da montagna adatti a trasportare le merci attraverso le Alpi sfruttando i valichi e i percorsi lungo le vallate dell’ Adige e dell’ Inn. Agli inizi dell’ ottocento, con lo sviluppo delle grandi vie di comunicazione, questa razza venne incrociata con cavalli più robusti e solidi per migliorarne la capacità di tiro e traino, a discapito dell’ agilità e della destrezza. Così alla fine dell’ ottocento una fattrice locale altoatesina venne accoppiata con lo stallone orientale El Bedavi XXII. Da questa unione nacque Folie, un bellissimo puledro capostipite della moderna razza Haflinger.

La selezione della razza iniziò, quindi, già alla fine dell’ 800 e nel 1926, con l’ istituzione delle prime stazioni selezionate in alcune regioni italiane, si giunse a fondare il primo Libro Genealogico di questa Razza, chiamato Libro delle Origini della Razza Avelignese (oggi Haflinger) in Italia (L.A.I.).

Se durante le vacanze natalizie avete in programma una vacanze tra le bellissime montagne dell’ Alto Adige avrete sicuramente la fortuna di ammirare questi sauri dorati galoppare giocosi fra i verdi pascoli alpini, con la bionda e setosa criniera agitata dal vento e il lucido manto splendente al sole. Ne conserverete certo un ricordo indelebile.

Eleonora Origgi Redazione
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